Derivati: $ 648 mila miliardi, minaccia mondiale più di una atomica

Pubblicato il 13 Maggio 2012 11:32 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2012 11:59

Dilaga il terrorismo (Stampa, Secolo XIX), pronto l’esercito (Repubblica), ma il vero terrorismo viene dalla finanza per il potenziale devastante dei derivati (Sole 24 Ore), con cui le banche in tutto il mondo hanno cominciato a scherzare, peggio di Stranamore: da lì è cominciata la crisi che ci tormenta, da lì ne può partire una anche peggiore. In Italia continua il malessere contro il fisco, che i giornali, echeggiando i vertici dello Stato, continuano a inserire solo nella categoria etica (Messaggero) ostinandosi a riconoscerne l’appartenenza anche alla categoria della politica.

Il titolo di apertura del Sole 24 Ore è da horror: “Boom per i derivati, valgono 14 volte le borse”. Bastano le poche righe di sommario sotto per rovinarci la domenica: i derivati superavano, a fine 2011, “il Pil del globo di 9 volte” e, secondo la Banca dei regolamenti internazionali, ammontavano a 648 mila miliardi di dollari: “Questi numeri lanciano un messaggio, servono regole stringenti. Eppure negli ultimi anni ci sono state solo mezze riforme”.

In altre parole: continuiamo a vivere sul cratere di un vulcano attivo, anche perché, come spiega lo stesso Sole 24 Ore, le banche non hanno mai smesso di giocare sulla pelle del pianeta: a JP Morgan, dove hanno annunciato l’altro giorno perdite per 2 miliardi di dollari proprio sui derivati, “i vertici ordinavano l’aumento di operazioni a rischio”.

Davanti a queste notizie, tutto si ridimensiona, non solo la nuova ondata di terrorismo, ma anche le molotov contro Equitalia (Repubblica) su cui interviene il primo ministro Mario Monti (Messaggero: “Governo in campo”) ricordandoci che è “dovere di tutti pagare le tasse”, che per dipendenti e pensionati suona un po’ ironico, visto che è dalla riforma del 1973 che per queste categorie soggette a ritenuta alla fonte non è data scelta.

E anche le riforme che non ci sono, e inducono a una “spinta per le riforme” (Corriere della Sera) con Napolitano e Monti che esortano a “rinnovare istituzioni e partiti” e “accelerare con le riforme (Messaggero) (ma non si allargheranno un po’ troppo? non è un piccolo corto circuito del processo democratico?).  Repubblica la prende con più sobrietà, solo un richiamo in prima pagina: “Riforme in ritardo, vertice al Quirinale”

Altri temi del giorno.

La Fornero Elsa non riesce proprio a tacere e pontifica: “Maschi, lavorate di più in casa” (Corriere della Sera). Le risponde una donna avvocato, Annamaria Bernardini De Pace: “Lavereste i piatti a questa donna?” (Giornale). Solidarietà al marito, Mario Deaglio, giornalista, già direttore del Sole 24 Ore, editorialista della Stampa e economista. Grande uomo, di grande equilibrio e pazienza oltre che eccellente divulgatore.

Il Giornale: “Il procuratore antimafia Pietro Grasso propone un premio a Berlusconi per l’impegno contro Cosa nostra” e al pm Antonio Ingroia ha chiesto “scelga tra toga e politica”.

Libero: “Banchieri esentasse. Le fondazioni bancarie si salveranno dall’Imu: hanno proventi per due miliardi l’anno ma sui loro 2.300 mega immobili avranno un super sconto fiscale”.

Libero: “Estremi rimedi in Spagna. Contro la crisi, corsi di prostituzione”.

Stampa: il sottosegretario all’Economia Vittorio Grilli  promette che sarà varato la prossima settimana: “Pronto il decreto salva imprese per compensare debiti e crediti” Le aziende replicano: “Boccata d’ossigeno, ora tasse più basse”.

Messaggero: “Romney nei sondaggi supera Obama”.

Repubblica. “Gli autisti del trota Bossi: costava 14 mila euro al mese”.

Il Fatto quotidiano sceglie come titolo di apertura una notizia che Blitzquotidiano ha on line da due anni e il Wall Street Journal ha rilanciato sei mesi fa: “I tedeschi ci accusano. Euro, l’Italia trucco i conti”. C’è in verità un dettaglio inedito, rivelato dal settimanale Spiegel che a suo tempo, insieme con il New York Times e il Wall Street Journal diffuse la vicenda, rivelata per primo su una rivista internazionale dall’economista italiano Gustavo Piga: il cancelliere tedesco dell’epoca, Helmut Kohl “non si fidava dei numeri di Prodi e Ciampi”. Perché proprio ora questo “cavallo di ritorno”? Spiega il titolo del Fatto: “Proprio mentre Monti comincia a arginare [questa è un po’ sopra le righe] il rigore della Merkel in Europa, dai cassetti della cancelleria di Berlino escono documenti imbarazzanti”.

Il Fatto ci riserva una ultima amarezza: “Ricordate Carlo Malinconico? Il Governo gli affida 25 milioni. All’ex sottosegretario il ruolo di commissario in una Fondazione, un incarico affidato da Corrado Passera”.

Consolatevi, se potete, con lo sport. Non è nemmeno questo possibile a tutti. Certo lo è per i milioni di tifosi della Juventus, come esulta la Gazzetta dello Sport mentre lacrima il cuore rossonero: “I neocampioni con l’Atalanta preparano la festa. Juve day da record”.