Diffamò Facchetti, Moggi a processo. Luca Pisapia, Fatto Quotidiano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Maggio 2014 11:51 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2014 11:51
Diffamò Facchetti, Moggi a processo. Luca Pisapia, Fatto Quotidiano

Diffamò Facchetti, Moggi a processo. Luca Pisapia, Fatto Quotidiano

MILANO – “Si è tenuta la prima udienza nel processo per diffamazione contro Luciano Moggi denunciato da Gianfelice Facchetti” scrive Luca Pisapia del Fatto Quotidiano.
L’articolo completo:

“È stata l’opportunità per puntualizzare una serie di cose contro le quali in questi anni si poteva fare poco – racconta all’uscita del tribunale – Essendo la persona offesa una persona defunta è paradossale, ma per i famigliari gli spazi per ottenere giustizia sono ridotti all’osso. Anche per una volontà politica di mescolare le carte e ridurre tutto sullo stesso piano”.

La cosa ha inizio in una trasmissione televisiva del 2010, in cui Moggi – che il dicembre scorso al processo di Napoli è stato condannato in secondo grado a 2 anni e mezzo di reclusione – rivolgendosi all’allora capitano dell’Inter Zanetti gli consigliava di tacere, perché: “Ci sono le telefonate del tuo ex presidente che riguardano le griglie e la richiesta a un arbitro di vincere la partita di Coppa Italia. Ci sono le telefonate intercettate sue, le telefonate di Moratti e la telefonata di imbarazzo di Bertini, i pedinamenti, le intercettazioni illegali”. Da qui la denuncia di Gianfelice Facchetti per diffamazione nei confronti del padre. “Oggi un paio di cose sono riuscite a dirle, sono riuscito a dire che la relazione di Palazzi del 2011 dal punto di vista giuridico era una cosa assolutamente infondata perché Palazzi non era un giudice ma un procuratore. Quella relazione non contestualizzava neanche le telefonate e le conversazioni utilizzate per mio padre. Stessa cosa per la famosa trascrizione sbagliata di Collina che una perizia del tribunale ha smentito – continua Gianfelice Facchetti – E se per anni parlando di giustizia sportiva abbiamo sentito parlare di una giustizia sommaria, nulla è più sommario di chi condanna una uomo morto da diversi anni senza neanche dargli la possibilità di difendersi e di rispondere”. Oltre a Zanetti e Moratti, la difesa di Moggi ha chiamato a deporre anche gli ex arbitri Bergamo, Pairetto, Mazzei, Bertini e De Santis.