Disoccupazione giovanile record: 36%. Tagli alla spesa pubblica: stop alle tariffe

Pubblicato il 3 Luglio 2012 9:38 | Ultimo aggiornamento: 3 Luglio 2012 9:38
La prima pagina de Il Corriere della Sera

La prima pagina de Il Corriere della Sera

Spending Review. Tagli, veti di ministri e partiti. Il Corriere della Sera: “Tagli alla spesa pubblica, ipotesi di un’operazione in tre tappe: veti di ministri e partiti, sindacati pronti allo sciopero. Il premier Mario Monti: basta con la speranza fallace del «tirare a campare», ora affrontiamo i problemi.”

L’Europa vista da Berlino. Editoriale di Francesco Giavazzi: “I risultati del vertice europeo della scorsa settimana potrebbero segnare un punto di svolta nella lunga crisi dell’eurozona. E tuttavia essi rendono ancor più urgente accelerare le riforme. Perché fra gli annunci di Bruxelles e le azioni concrete che ora dovranno seguire trascorrerà molto tempo, e i mercati si interrogano se alla fine tutto andrà come il comunicato di venerdì scorso ha lasciato intendere. In questa incertezza è solo la determinazione di ciascun Paese a fare i propri «compiti a casa» che può tranquillizzare gli investitori.”

Le reazioni dei partiti. E Bersani dà l’altolà: il sociale non si tocca. Per Alessandro Trocino: “Quando si entrerà nel dettaglio, però, cominceranno i problemi. Anche perché la spending review, l’attività di setaccio del governo alla ricerca di sprechi nella spesa pubblica, sarà tutt’altro che indolore. E allora distinguo, richieste e veti già si incrociano, in attesa che il governo decida se e come coinvolgere i partiti nella stesura del decreto. Che, nelle intenzioni di Palazzo Chigi, dovrebbe servire a scongiurare l’aumento dell’Iva o almeno rinviarlo al 2013.”

Disoccupazione giovanile, mai così alta. Articolo di Melania Di Giacomo: “Il numero degli occupati rimane stabile, il tasso di disoccupazione segna una lievissima flessione statistica pure restando sopra il 10%, ma tra i dati che l’Istat ha diffuso ieri il fenomeno che più allarma è il lavoro dei giovani sempre più in caduta libera. La soglia di uno su tre in cerca di occupazione è da tempo superata e a maggio — rileva l’Istituto — il tasso di disoccupazione tra quelli che hanno tra i 15 e i 24 anni e sono usciti dal circuito scolastico galoppa al 36,2% (dato provvisorio), in aumento di quasi un punto percentuale rispetto ad aprile: il tasso più alto mai rilevato.”

L’intervista di Maria Teresa Meli a Fabrizio Cicchitto (Pdl): “Per quanto riguarda l’Italia i nodi a questo punto sono due. Quello della spending review: è necessario che eviti l’aumento dell’Iva e che tagli la spesa pubblica, perché ora il governo Monti ha aumentato la pressione fiscale con conseguenze disastrose per quello che riguarda la crescita. Però la spending review deve accompagnarsi a un salto di qualità strategico che è quello dell’abbattimento del debito: è un nodo decisivo per il governo. Altrettanto decisiva, come dicevo all’inizio, è una gestione politica equilibrata nel senso che il governo Monti non è preparatorio di un governo di centrosinistra, perché nel momento in cui si dichiarasse questo si dichiarerebbe immediatamente la fine del governo.”

La mappa delle multe - Il Corriere della Sera

La mappa delle multe - Il Corriere della Sera

La classifica delle multe. I vigili liguri battono tutti. Inchiesta di Mario Sensini: “Magari spendono tanto, in molti casi forse troppo, visto che alcuni hanno costi superiori anche di venti volte al valore ottimale, ma tra i Comuni italiani c’è chi i vigili urbani li usa davvero e chi, invece, sembra tenerli quasi solo per ragioni di prestigio. E a dirlo sono le stesse statistiche della Commissione sul federalismo fiscale che ha definito i “costi standard” della Polizia locale dei comuni: numeri che proiettano i municipi della Liguria in testa alla classifica delle multe, delle sanzioni, dei sequestri e della rimozione dei veicoli, ma anche delle attività investigative svolte dalla Polizia locale.”

«Trovata la particella di Dio» Una caccia lunga mezzo secolo. Articolo di Giovanni Caprara: “Anche gli ultimi dubbi sembrano caduti e il bosone di Higgs si ritiene ormai catturato, anche grazie a una nutrita squadra di scienziati italiani. Al Cern di Ginevra domani i responsabili degli esperimenti Fabiola Gianotti di Atlas e Joe Incandela di CMS lo annunceranno ufficialmente, ma nei corridoi del centro di ricerche più importante al mondo per la fisica subnucleare è difficile trovare chi smentisce. Semmai ci sono dei distinguo, ma «la particella c’è». 
Diventata più popolare come «particella di Dio» (dizione che gli scienziati non amano), per la sua caccia venne costruito il Large Hadron Collider, cioè il superacceleratore capace di far scontrare fra loro nuvole di miliardi di protoni con un’energia di 14 TeV. Mai si era arrivati a tanto, ma questo era l’obiettivo necessario per riuscire a riprodurre, nella lunga caverna sotterranea del laboratorio ginevrino sotto i monti Jura, le condizioni dell’universo una frazione di secondo dopo la sua nascita.”

 

La prima pagina de La Repubblica

La prima pagina de La Repubblica

La Repubblica: “Un decreto per bloccare le tariffe.” Il Pdl e la babele delle riforme. Editoriale di Piero Ignazi: “Quando non si sa più cosa dire o casa fare c’è sempre un sistema per trarsi d’impaccio: parlare dei massimi sistemi. Lo stato confusionale in cui versa il Pdl lo spinge su questa strada.”

Occupati e disoccupati - La Repubblica

Occupati e disoccupati - La Repubblica

I tagli. Analisi di Valentina Conte: “Dirigenti, toghe, acquisti pubblici. Ecco la scure di Bondi sulla spesa. In settimana arriva il decreto salva-Iva.”

La crisi finanziaria. Il dossier di Barbara Ardu: “Mai tanti giovani disoccupati. Sono 635mila, il 36 per cento. Un anno fa erano uno su quattro.”

I mercati. Scrive Ettore Livini: “La Finlandia frena lo scudo anti-spread. Per le borse un altro giorni di rialzi. Anche l’Olanda pronta a porre il veto sull’accordo Ue.”

 

Il Giornale: “Monti rischia un altro 4-0.” Scrive Alessandro Sallusti: “Crollano le vendite delle auto, cre­sce la disoccupazione giovanile, lo spread non scende e la Borsa stagna. Non ha convinto nessu­no il piano salva Italia sbandierato il week­end scorso da Mario Monti. Lo dicono i mer­cati, lo scrivono Olanda e Finlandia (non fir­meranno l’accordo), lo sostengono i com­mentatori internazionali. Merita di essere ri­portato un passo dell’analisi pubblicata dal Financial Times : «Mario Monti ha affronta­to il Cancelliere tedesco e ha vinto la batta­glia. Sopravviverà qualche settimana o qual­che mese in più in politica.”

La prima pagina de Il Giornale

La prima pagina de Il Giornale

Intervista di Anna Maria Greco Martin Wolf: “Monti sta facendo cose importanti per l’economia,anche se deve su­perare le resistenze della politica. Ma serve di più, soprattutto per far lavorare i giovani. Per non esse­re l’anello debole dell’Ue bisogna favorire la crescita almeno di un punto all’anno,controllare la spe­sa e fare quelle riforme necessarie che, dopo l’entrata nell’euro ai tempi di Ciampi e Prodi, nessuno ha più fatto. Come se fosse la fine di un processo e non l’inizio.”

Quelli che puntano al Colle La corsa al dopo Napolitano. Il retroscena di Fabrizio de Feo: “La scadenza del settennato si avvicina. E la grande cor­sa di gruppo verso il Quiri­nale è ormai partita con la lista dei pretendenti che si va delineando, così come la ricerca dei necessari consensi qualificati e di una rete di relazioni trasversali da parte dei protagonisti. «Non c’è alcun metodo da seguire, solo errori da non commettere» diceva Giulio Andreotti a proposito della scala­ta al Colle più alto. Le strategie, in effetti, sono diverse: c’è chi fa la «lepre»e si espone un po’ più degli altri, chi si attarda nelle retrovie, pronto a piazzare lo sprint decisi­vo, chi resta nel gruppo in attesa del momento propizio. Il percorso è politicamente an­cora lungo, complesso, impreve­dibile, insidioso.”

Monti tifoso fa autogol e la rete si ribella . Articolo di Massimo Malpica: “Una cosa è certa, il coraggio non gli è mancato. Per Mario Mon­ti presentarsi in tribuna a Kiev a «godersi» la disfatta azzurra nella finale di Euro 2012 contro la Spa­gna, indossando suo malgrado lo scurissimo abito da capro espiato­rio per il flop più doloroso, non de­v’essere stato facile. L’unica spe­ranza per il Professore, il cui fee­ling col pianeta calcio è scarsino, era una vittoria di Buffon e compa­gni. Il trionfo gli avrebbe donato un’aura apotropaica,ma la partita s’è messa subito malissimo. E il malcapitato professore, pur non avendo marcato lo sgusciante Fa­bregas ( quello era Chiellini), è fini­to lo stesso al centro degli strali di mezza nazione, sbeffeggiato sui social network e additato come re­sponsabile della disfatta. Più di Prandelli, Cassano e Balotelli. Non canta l’inno e non va bene.Ri­de diplomatico tra le autorità do­po le quattro pere spagnole e va pu­re peggio. Parla con la Rai dopo il novantesimo e manda i tifosi az­zurri in bestia.”

L’Italia non ce la fa. E’ un Paese vecchio. Il Fatto Quotidiano: “Dopo la sconfitta con la Spagna, Prandelli scopre una grande verità. Non solo nel pallone. Dalla politica all’economia comandano sempre le stesse facce.” Editoriale di Marco Travaglio: “Dedicatao a Giancarlo Abete, detto anche cambio di vocale: il presidente della Figc che si vergogna per quei due o tre che hanno osato dichiarare il tifo anti-azzurri. Conservi la vergogna, se ha idea di cosa sia, per questioni più serie.”

Tagli, la manovra in due fasi Subito 5 miliardi di risparmi. La Stampa: “Spending, statali nel mirino. È lite sulla giustizia. Bonanni: pronti allo sciopero generale.”

Se la crisi cancella una generazione. Editoriale di Mario Calabresi: “Non solo siamo «un Paese vecchio, con idee vecchie», come ha detto Cesare Prandelli ieri mattina, ma siamo anche tanto affezionati al mondo che abbiamo dietro alle spalle da spendere la maggior parte del nostro tempo nel rimpianto invece che nella voglia di futuro e di cambiamento. Viviamo di nostalgia del passato, un passato spesso idealizzato e totalmente riscritto nella nostra memoria, mentre avremmo bisogno di un’operazione radicale che torni a inserire nelle nostre teste il sentimento opposto: la nostalgia del futuro, la fame di futuro.”

Dossier sanità. Inchiesta di Paolo Russo: “È una vera e propria mappa degli sprechi sanitari quella consultabile da ieri con un colpo di click sui prezzi di riferimento dei beni e servizi di Asl e ospedali pubblicati dal sito dell’Autorità per la Vigilanza sui i contratti pubblici. Tra il «prezzo giusto» individuato dall’authority e quello medio praticato dalle aziende sanitarie ci sono differenze di prezzo che sfiorano il 500%, non solo per protesi dove la qualità può fare la differenza, ma anche per semplici bende.”

Intervista di Roberto Giovannini a Susanna Camusso: “La spending review in sé è utile; l’altolà è per le ricette che abbiamo sentito annunciare, che ci sembrano solo una somma di tagli lineari. Bisogna riformare la pubblica amministrazione, eliminare i doppioni? Siamo d’accordo. Bisogna intervenire sugli organici? Cominciamo a tagliare le consulenze, che valgono 1,5 miliardi, e non i ticket restaurant, che ne valgono 10 milioni. Ci sono grandi divari nelle retribuzioni? Paghiamo gli stipendi oltre una certa soglia in titoli pubblici. Eliminiamo le 3000 società che servono solo alla politica. Invece, si vuol ripetere l’errore della riforma delle pensioni: si taglia sui lavoratori pubblici per fare immediatamente cassa, generando altra iniquità e recessione. Il rigore non basta, sì alla patrimoniale.”

Tassi pilotati, Londra sotto accusa. Il Sole 24 Ore: “Le dimissioni del presidente di Barclays, Marcus Agius , non placano lo sdegno sulla manipolazione del Libor.”

Non si gioca con la fiducia . Editoriale di Alessandro Plateroti: “Forse anche più dello scandalo dei mutui subprime, l’inchiesta internazionale sulla manipolazione dei tassi di interesse interbancari che ha travolto la Barclays e le più importanti banche americane ed europee è un colpo durissimo alla credibilità del sistema finanziario. L’opinione pubblica, e con questa milioni di risparmiatori e di imprese, si sente oggi colpita nelle proprie tasche non solo dai comportamenti illeciti di banchieri spregiudicati che hanno evitato le bancarotte grazie all’aiuto dei contribuenti, ma si sente anche tradita nella fiducia dalle inefficienze dimostrate dai modelli di corporate governance e soprattutto dai gravi ritardi dalle autorità di vigilanza.”

Le Borse aspettano le banche centrali. Scrive Vittorio Carlini: “Lo spread vuol “vedere le carte”. Dopo l’entusiasmo per l’inatteso compromesso politico al summit Ue di giovedì scorso, i mercati iniziano a domandarsi quali siano le sue concrete applicazioni. E, quindi, prendono tempo. In tal senso deve leggersi l’andamento dei differenziali di ieri: quello del BTp decennale (5,7% lo yield) sul Bund (1,5%) è rimasto praticamente invariato a 422 punti base (erano 426 venerdì); a Madrid, invece, è salito (ma non di molto) a quota 486, contro i 479 basis point di prima del week end.”

 

La prima pagina de Il Messaggero

La prima pagina de Il Messaggero

Con i tagli stop alle tariffe. Il Messaggero: “Spunta un blocco delle tariffe nel decreto sulla spending review: la norma, sulla quale ci sono ancora pareri discordanti nell’esecutivo, impedirebbe per un anno e mezzo l’adeguamento all’inflazione in settori come l’energia e i trasporti. Oggi il governo presenta il testo alle parti sociali e alle autonomie locali. Il confronto non sarà facile: al centro del provvedimento ci sono i tagli a Regioni, Province e Comuni e gli interventi sul pubblico impiego. Ma c’è anche tensione all’interno dell’esecutivo per le decurtazioni ai bilanci dei ministeri.”

Editoriale di Marco Fortis: “Dopo la la conclusione del vertice di Bruxelles e l’entusiastico rimbalzo delle Borse di venerdì scorso, mercati, analisti e osservatori stanno cercando di capire dove realmente potrà portare l’accordo faticosamente raggiunto dai leader europei. Le lunghe discussioni di giovedì notte hanno partorito un pacchetto di misure contro la crisi che fa leva sul cosiddetto scudo anti-spread (ieri però già contestato da Olanda e Finlandia), sul passaggio della vigilanza bancaria alla Bce, su un programma di iniziative per la crescita da 120 miliardi di euro e sul completamento (previsto entro l’anno) della road map per la nuova Europa messa a punto dai quattro «architetti» Van Rompuy-Barroso-Juncker-Draghi.”

I fanatici nella galassia dell’estremismo nero. Scrive Valentina Errante: “Quella bandiera del terzo Reich non poteva passare inosservata. Anche perché Enrico Zaccardi, Simone Simoncioni e i loro amici, una ragazza venticinquenne e un altro giovanotto che di anni ne ha 23, non si limitavano a sventolare la svastica a 15 metri di distanza dal maxi schermo del Circo Massimo, mentre giocava la nazionale di Prandelli. Lanciavano bottiglie e fumogeni. Così raccontano gli uomini della Digos guidati da Lamberto Giannini, che domenica scorsa li hanno arrestati. Le indagini su quel «gruppo coeso», come scrivono gli investigatori nell’informativa presentata al pm Marcello Monteleone, vanno avanti. Perché a casa di Zaccardi sono state trovati un manganello con il volto di Mussolini, una bandiera identica a quella sventolata al Circo Massimo, un’altra nera, con una croce celtica, un paio di magliette da skineheads con frasi del tipo: «Odiato e fiero» e infine una spada modello Katana, non proprio un arnese di uso comune.”

L’Italia si arrabbia. La Gazzetta dello Sport: “Abete attacca: “La Nazionale bene di tutti, Lega assente.” Replica Beretta: “Ingeneroso, i club motore del calcio.”

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