Rassegna Stampa

Domenico Cutrì, la madre: “Era innocente, suo fratello voleva giustizia”

Domenico Cutrì

Domenico Cutrì

ROMA – “Mio figlio era in carcere da innocente suo fratello è morto perché voleva giustizia” parla, parla e si sfoga Maria Antonietta Lantone, la madre di Domenico Cutrì, l’ergastolano evaso dopo un conflitto a fuoco con gli agenti a Gallarate, intervistata da Repubblica:

Perché si era esposta in questo modo?
«L’ho fatto solo per cercare di salvare un figlio accusato di un omicidio che non ha mai commesso».
Adesso è scappato. È un ergastolano evaso…
«Provo un grande dolore per quello che è successo, un dolore che merita rispetto. E provo tanta rabbia. Nino è morto per liberare il fratello, era disposto a tutto, lo diceva sempre, anche se noi ogni volta cercavamo di scoraggiarlo».
Non vi ha ascoltato.
«L’ho visto morire sotto i miei occhi. L’hanno ammazzato. Mimmo, invece, l’ho perso per un ergastolo che non esiste. Sono preoccupata per quello che gli potrà succedere».
Ma lei lo incita a scappare, o no?
«Ho solo detto che capisco la sua disperazione, che cosa si prova a essere giudicato colpevole quando sei innocente. Si può arrivare anche a dei gesti estremi. E comunque Nino non voleva fare del male a nessuno, voleva solo fare un’azione eclatante per suo fratello, per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un’ingiustizia, visto che il 4 aprile è inprogramma la Cassazione».
Ma c’è stato un assalto armato, un piano organizzato. E uno dei suoi figli è morto per liberare l’altro.
«L’hanno ammazzato Nino. Vogliamo capire bene come sono andate le cose. Chi ha sparato, chi ha sparato per primo. Se Nino ha sparato oppure gli hanno solo sparato. I miei figli nella loro vita hanno commesso degli errori manon sono né boss, né killer, né collegati alla ’ndrangheta. Ne hanno dette di tutti i colori sui miei figli».
Dunque, da parte sua, nessun incitamento a scappare o alla latitanza di Domenico?
«No. Soffrivo a vederlo in carcere per un fatto che non ha compiuto. Sapere che adesso è libero, visto che era dentro per una sentenza ingiusta, da una parte mi fa piacere. Ma quello che è successo a Gallarate è una doppia tragedia. Frutto di un ergastolo confermato in appello, che non fa giustizia».
Lei sostiene che è innocente. Perché?
«Ci sono troppe cose che non tornano, per quell’omicidio hanno indagato a senso unico. Mimmo non ha commesso quel delitto e non l’ha ordinato. Quando poi si è visto incastrato ha provato a difendersi, e io ho cercato di aiutarlo, ma non è servito a niente».
Adesso è diventato tutto inutile. Non è meglio consigliargli di tornare?
«Basta, non dico più niente. In questo momento penso a mio figlio morto. Nino è arrivato a fare questa cosa perché come tutti noi credeva nell’innocenza di suo fratello ».
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