Doping, Selvaggia Lucarelli: “Io sto con Federica Pellegrini”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2014 11:13 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2014 11:14
Doping, Selvaggia Lucarelli: "Io sto con Federica Pellegrini"

Federica Pellegrini (LaPresse)

ROMA – “Io sto con la Pellegrini” scrive Selvaggia Lucarelli nel suo articolo su Libero Quotidiano, e aggiunge: “Il carpiato della Cagnotto in difesa della Kostner è un assurdo. Ha ragione Federica Pellegrini: in amore vale tutto ma il doping è una sconfitta”.

Sono passati due anni da quella dolorosa conferenza stampa, in cui tra ammissioni, mezze verità e lacrime senza pudore, Alex Schwazer raccontò la sua storia di doping, i viaggi rocamboleschi in Turchia per procurarsi l’eritropoietina, i controlli elusi e i sensi di colpa. «Carolina non sapeva niente, ho fatto tutto da solo, non voglio mettere nei guai nessuno», ribadì più volte, forse presagendo il fiume di fango che per la sua fidanzata dell’epoca – era evidente – sarebbe stata dura schivare del tutto. E infatti, alla fine i guai per Carolina sono arrivati sul serio.

Quello che Schwazer non poteva prevedere era che la sua storia avrebbe raccontato molto più di un reato sportivo. Che avrebbe raccontato qualcosa sul concetto di perdono, in quel campo scivoloso e complesso che è l’amore. E qui entrano in ballo tre donne. Tre campionesse, tre ragazze più vicine ai trenta che ai venti, tre personalità profondamente diverse. Carolina Kostner, che di Alex fu la fidanzata, Federica Pellegrini, che di fidanzati ne ha avuto più d’uno e ha sempre deciso lei quando buttarli in piscina dal bordo vasca e Tania Cagnotto, tanto spavalda su un trampolino quanto mite nella vita di tutti i giorni.

Carolina, interrogata dalla giustizia sportiva, ha sostanzialmente ammesso che l’ex fidanzato, durante la conferenza, tentò invano di tirarla fuori dai guai. Altro che estranea ai fatti. Il doping era entrato nella loro camera da letto. Letteralmente, visto che secondo le rivelazioni della pattinatrice, Carolina dormiva assieme ad un fidanzato che a letto indossava la maschera per l’ossigeno come DarthVader. «La maschera era talmente rumorosa che dovevo mettere i tappi per le orecchie», ha dichiarato lei. E in fondo i tappi per le orecchie sono una precisa metafora di quello che le è accaduto: non voleva sentire. Sapere.Vedere. Così come accade a molte donne che non vogliono vedere corna, bugie, meschinità. Ma non c’erano solo i tappi per le orecchie. C’era anche il prosciutto sugli occhi, visto che Carolina non vedeva il suo fidanzato in casa, quando gli addetti ai controlli andavano a bussare per fargli i test antidoping. Quando diceva che Alex non era da lei, mentre lui se ne stava nascosto nello sgabuzzino delle scope, come l’amante in mutande. Lo amava, che doveva fare, viene da dire. Già, ma è anche una sportiva e il doping è una cosa seria, si potrebbe replicare.

A questo punto, entra in scena la giuria popolare. A casa, su twitter, al bar. Scatta il momento del «E tu che avresti fatto?». A rappresentare bene le due fazioni, arrivano Federica Pellegrini e Tania Cagnotto. La Pellegrini, intervistata sulla vicenda, ha dichiarato senza giri di parole che lei, se Filippo Magnini si fosse dopato, l’avrebbe mollato. E c’è da crederle, visto che molla fidanzati e allenatori con la freddezza del cecchino serbo. «Odio il doping e in generale le scorciatoie nella vita», ha poi aggiunto.

La Cagnotto invece è stata più conciliante. «Carolina ha reagito come avrebbe reagito chiunque. Se il tuoragazzo ha fatto uno sbaglio non per questo lo devi abbandonare! Una volta scoperto cosa combina, che fai, lo mandi all’antidoping? ». No, ma magari lo mandi a quel paese, mi verrebbe da dire alla Cagnotto. Perché se proprio c’è un atteggiamento irresponsabile in questa vicenda, è quello della tuffatrice che, col suo triplo carpiato in difesa della Kostner, è scesa al bar e spiluccando arachidi con le amiche, racconta la manfrina che per amore si fanno un sacco di scemenze. Si coprono malefatte. Peccato che Tania Cagnotto non sia la semplice cliente di un bar all’ora dell’aperitivo ma una campionessa, un modello, una sportiva che ci rappresenta nel mondo. Peccato che il doping non sia una semplice questione tra fidanzatini, ma un cancro che ha metastasi in ogni disciplina sportiva, un’immonda piaga che ha rovinato lo sport, ha spezzato carriere e talvolta pure l’esistenza di molti atleti. Ha ragione la Pellegrini ad essere inflessibile (…)