Dopo Lupi chi? La lista: Nencini, Soru, Giannini, De Luca, Rossi, Errani, Barracciu

Pubblicato il 21 Marzo 2015 16:02 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2015 16:02
Dopo Lupi chi?  La lista: Nencini, Soru, Giannini, De Luca, Rossi, Errani, Barracciu

Renato Soru, Il suo nome è nella lista di quellio che Renzi dovrebbe “licenziare”

ROMA – Le dimissioni di Maurizio Lupi da ministro dei Lavori pubblici, travolto dallo scandalo del Rolex al figlio e dei vestiti su misura da 700 euro, devono essere non la conclusione di una vicenda ma l’inizio di un repulisti. Lo pensano tanti italiani. Sono milioni che fino ad oggi sono stati presi di mira i politici, mentre lo scandalo che ha portato in carcere l’ex grand commis del ministero, Ercole Incalza, ha rivelato che sopra i politici stanno i funzionari, i burocrati, che i ministeri governano, le loro scelte orientano, ogni cambiamento boicottano.

Il rischio è che ci si accontenti. Il Fatto, pur tenendo di mira i politici e non i burocrati, prova comunque a tenere all’erta le coscienze. Il titolo principale di sabato 21 marzo è:

“Ecco gli altri da cacciare, cominciando da Riccardo Nencini“.

Nencini è il leader del Partito socialista il cui ruolo nelle vicende del ministero del lavori pubblici è emerso dalle intercettazioni che hanno mandato in carcere Incalza.

“Lupi si dimette, ma subito si scopre il favore fatto al suo viceministro dalla nuova cricca: l’assunzione di un suo uomo da parte del supermanager Burchi. Poi resta la truppa dei tanti indagati ancora in sella: Barracciu, Castiglione, Del Basso, De Filippo, De Luca, Soru…”.

Destra e sinistra unite nello scandalo. Emiliano Liuzzi provvede una lista di nomi:

Renato Soru, fondatore di Tiscali, “in Europa inseguito dai processi”:

“Abuso d’ufficio, turbativa d’asta, evasione e frode fiscale: molti i procedimenti che hanno coinvolto e coinvolgono Renato Soru, segretario del Pd in Sardegna, europarlamentare e uno degli uomini più fidati di Renzi: attualmente è a giudizio per un’evasione fiscale stimata in 10 milioni di euro su un’operazione tra Italia e Inghilterra”.

Non sembra che il caso Soru crei problemi nel Pd, i nel novembre del 2014 Marco Travaglio aveva puntato il dito sulla imbarazzante situazione di Soru, ma nessuno sembra avere letto l’articolo. Intanto noi paghiamo le tasse e non andiamo più a votare…

Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione:

è stata citata a giudizio dalla Corte dei conti per un danno erariale stimato in 420 mila euro, relativo ai tempi in cui ricopriva la carica di rettore dell’Università per stranieri di Perugia.

La Corte dei conti ha citato in giudizio nelle settimane scorse anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini: la contestazione è quella di un danno erariale per 420 mila euro ai tempi in cui era rettore dell’Università per stranieri di Perugia che, da mesi, è ormai ridotta sul lastrico proprio per la gestione non sempre oculata.

Francesca Barracciu, sottosegretario del ministero dei Beni Culturali, dove brilla per i quid pro quo fra potei e giuristi,

era la candidata del Pd alle elezioni regionali in Sardegna, un anno fa. Aveva vinto le primarie, ma il giorno stesso l’avvisarono anche dell’indagine per peculato che aveva avviato la Procura di Cagliari nei suoi confronti. Secondo l’accusa, Barracciu avrebbe speso 80 mila euro senza nessuna giustificazione. Tutti soldi, dice lei, finiti in benzina. I magistrati non le hanno creduto ed è ancora indagata. Per evitare che corresse come presidente della giunta sarda, Matteo Renzi se l’è portata a Roma.

Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione.

Considerato uno dei più influenti del cerchio magico di Renzi, anche lui è indagato per peculato nell’inchiesta sulle spese pazze ai tempi in cui era consigliere regionale in Sicilia per oltre 3 mila euro. Faraone è anche il responsabile del Welfare del partito.

Vasco Errani, ex presidente della Regione Emilia Romagna,

carica dalla quale si è dimesso per una condanna in secondo grado per falso. Renzi, garantista fino in fondo, lo vuole a Roma con un incarico importante. Per adesso è stato lo stesso Errani a declinare l’invito in attesa del terzo grado di giudizio.

Ernesto Carbone, un procedimento civile e uno penale,

Ernesto Carbone come manager del Sin, la società controllata da Agea, è accusato dagli attuali manager di uso disinvolto della carta di credito. È stato indagato in un altro controverso procedimento per accesso abusivo al sistema informatico e falsa testimonianza, ma poi è stato assolto per non aver commesso il fatto.

Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, candidato Pd alle prossime elezioni regionali in Campania.

Il Tribunale di Salerno lo ha condannato: il sindaco Vincenzo De Luca deve scontare un anno di reclusione per abuso d’ufficio per la realizzazione del termovalorizzatore ed è interdetto dai pubblici uffici, sempre per un anno. È il candidato renziano alle Regionali in Campania dopo aver vinto le primarie.

Enrico Rossi governatore della Toscana:

è indagato per un buco da 300 milioni di euro dell’Asl di Massa e Carrara. Dal 2012 è indagato per falso ideologico nell’ambito dell’inchiesta sul buco da 300 milioni di euro alla Asl 1 di Massa Carrara: Enrico Rossi attualmente ricopre la carica di governatore della Toscana. Si è sempre dichiarato estraneo ai fatti, ma il buco dell’Asl di Massa Carrara è una delle inchieste più delicate in tema di sanità toscana.

 

 

Vito De Filippo del Pd è uno dei potenti sottosegretari al ministero della Salute guidato da Beatrice Lorenzin. Finì sotto inchiesta per irregolarità “in relazione a rimborsi per spese elettorali” ed è stato condannato dalla Corte dei conti a risarcire, con altri 21 indagati, 196 mila euro di danni prodotti dalle spese di rappresentanza gonfiate.

Giuseppe Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura in quota Ncd: è indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta per gli appalti per la struttura di accoglienza a Mineo, in Sicilia, anche se lui dice di non aver ricevuto “avvisi di garanzia”.

Umberto Del Basso De Caro, del Pd e grande nemico di Nunzia De Girolamo, sottosegretario alle Infrastrutture: indagato dalla Procura di Napoli per rimborsi non rendicontati del consiglio regionale della Campania. Sempre difeso dal premier, a fine novembre è stata chiesta l’archiviazione da parte dei pm.

Nino De Gaetano, Carlo Guccione e Vincenzo Ciconte. A due mesi dalle elezioni regionali, il governatore della Calabria Mario Oliverio ha composto la nuova giunta in cui ha trovato spazio Nino De Gaetano, Pd, uomo che qualche anno fa stava per essere arrestato e indagato dalla Procura antimafia di Reggio Calabria per scambio di voti. Indagati per i rimborsi altri due assessori: Carlo Guccione e Vincenzo Ciconte.

Gian Mario Spacca, governatore della Regione Marche, fresco di iscrizione al registro degli indagati. L’accusa è sempre legata alle spese disinvolte. Con lui 40 consiglieri regionali e i capigruppo dei partiti come il segretario del Partito democratico marchigiano Francesco Comi. L’inchiesta è iniziata due settimane fa.