Doppia sanatoria sul sommerso. Alessandro Galimberti e Antonio Iorio, Sole 24 Ore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 ottobre 2014 10:07 | Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2014 10:07
Doppia sanatoria sul sommerso. Alessandro Galimberti e Antonio Iorio, Sole 24 Ore

Doppia sanatoria sul sommerso. Alessandro Galimberti e Antonio Iorio, Sole 24 Ore

ROMA – “La legge sul rientro dei capitali ha debuttato ieri alla Camera, per una discussione che tra martedì e mercoledì prossimo è attesa al voto finale – scrivono Alessandro Galimberti e Antonio Iorio del Sole 24 Ore – A dimostrazione che l’appetibilità – o convenzienza – della disclosure viaggia su due binari – scivoli per chi si avvicinerà, sanzioni pesantissime per chi ne resterà fuori – un ultimo emendamento garantisce che chi farà emergere sarà coperto anche per le frodi fiscali”.

L’articolo completo:

A questo si aggiunge la formalizzazione del perdono per il “nero” non dichiarato in Italia. L’equilibrio così raggiunto pare incontri una buona tenuta sia a livello ministeriale (si vedano le dichiarazioni di giovedì del ministro Pier Carlo Padoan, che attende un significativo gettito dall’operazione) ma anche parlamentare. Il disagio di una parte di Ncd pare destinato a rientrare, anche se l’ultima formulazione sull’autoreimpiego, che tornerebbe di fatto punibile, potrebbe riaprire i giochi.
Senza confini
La collaborazione volontaria riguarderà, dunque, anche le evasioni fiscali che non hanno comportato il trasferimento di somme all’estero. Chi, invece, intende regolarizzare quanto detenuto oltre frontiera deve sanare anche eventuali violazioni fiscali “domestiche”, mentre viene esclusa per tutti la punibilità per i reati di dichiarazione fraudolenta ma non per l’emissione di false fatture. La collaborazione volontaria assume ora le caratteristiche di una sanatoria generalizzata di tutti gli imponibili non dichiarati, e non solo di quelli detenuti oltrefrontiera, a sanzioni ridotte, con non punibilità dei principali delitti tributari.
La nuova versione dell’articolo 5 septies del testo alla Camera estende la possibilità di dichiarare qualunque imponibile sottratto a imposizione a prescindere dal fatto che le somme siano detenute all’estero. Ciò per evitare disparità di trattamento tra gli evasori che trasferiscono gli imponibili all’estero e quelli che li lasciano in Italia.
L’autodenuncia
La procedura è, di fatto, un’autodenuncia che il contribuente presenta all’agenzia delle Entrate. Occorre indicare tutti gli investimenti e le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti in Italia o all’estero, anche indirettamente o per interposta persona. La procedura è sostanzialmente analoga per le due tipologie di perdoni, con la particolarità che coloro che decidono di autodenunciare le somme illecitamente detenute all’estero devono farlo anche per le altre violazioni fiscali che non hanno comportato trasferimento oltrefrontiera.
La ricostruzione dei fatti
Gli interessati dovranno poi fornire documenti e informazioni per la ricostruzione dei redditi evasi relativamente ai periodi d’imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non sono scaduti i termini per l’accertamento. Per quanto concerne i casi di evasione che non hanno comportato il trasferimento all’estero occorrerà comprendere come sia possibile dare informazioni e documenti anche perché in molti casi le disponibilità potrebbero essere già state spese.
Vi è poi la concreta possibilità che eventuali informazioni finiscano per coinvolgere anche terzi soggetti (fornitori e clienti) che hanno partecipato alle violazioni. Sempre con riferimento alle violazioni fiscali che non hanno comportato il trasferimento all’estero di somme, la norma fa riferimento anche al calcolo degli imponibili previdenziali, invece esclusi per le somme detenute all’estero.
Termini e condizioni
La procedura può essere effettuata fino al 30 settembre 2015 e riguarda le violazioni agli obblighi di dichiarazione commesse fino al 30 settembre 2014. Oltre ai benefici penali (si veda l’articolo a fianco) c’è una riduzione delle sanzioni tributarie anche se l’imposta andrà versata. Per le violazioni in materia di imposte sui redditi addizionali, Irap e Iva e ritenute si applica il minimo edittale, ridotto di un quarto. A questa riduzione occorre poi aggiungere l’abbattimento previsto dall’adesione all’invito al contraddittorio (1/6 del minimo) o all’accertamento (1/3 del minimo). Le sanzioni derivanti dalle omissioni relative al quadro Rw si applicano in misura pari alla metà del minimo edittale: se le attività vengono trasferite in Italia o in Stati Ue o See inclusi nella lista del Dm 4 settembre 1996, ovvero se le attività trasferite in Italia o in questi Stati erano o sono ivi detenute, o ancora se l’autore delle violazioni rilascia all’intermediario finanziario estero l’autorizzazione a trasmettere alle autorità finanziarie italiane tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria. Se non ricorre una di queste circostanze la sanzione è ridotta di un quarto.