“Doppio forno, doppio gioco”. Antonio Polito sul Corriere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Luglio 2014 11:21 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2014 11:21
"Doppio forno, doppio gioco". Antonio Polito sul Corriere

La prima pagina del Corriere della Sera

ROMA – “Doppio forno, doppio gioco” è il titolo dell’editoriale a firma di Antonio Polito sulle pagine del Corriere della Sera del 9 luglio:

Per quanto si possa essere impazienti, è la Costituzione stessa che impone una certa lentezza e ponderatezza a chi vuole cambiarla: doppia lettura di entrambe le Camere, almeno tre mesi tra l’una e l’altra, maggioranza dei due terzi per evitare il referendum. E con buone ragioni. Non sempre la fretta è stata buona consigliera in materia costituzionale. Delle tre grandi riforme varate durante la Seconda Repubblica, una è stata sonoramente bocciata da un referendum popolare (la devolution del centrodestra), un’altra è stata un disastro (il federalismo del centrosinistra) e la terza l’abbiamo già ripudiata in nome della flessibilità (il pareggio di bilancio). Sarà dunque bene ascoltare con il rispetto dovuto ciò che il Senato avrà da dire, dalla prossima settimana, sulla sua autoriforma. Tutto è perfettibile, perfino la bozza Boschi-Calderoli-Finocchiaro. Purché sia chiaro che c’è qualcosa di peggio di una riforma imperfetta: lasciare in piedi il bipolarismo perfetto.

Ciò che però i padri costituenti non potevano prevedere è che tra una lettura e l’altra arrivasse al Senato un’altra riforma inestricabilmente intrecciata: la nuova legge elettorale. Non a caso, nelle telefonate personali con le quali l’ex Cavaliere sta chiedendo ai suoi dissidenti di baciare il rospo del nuovo Senato, l’argomento principe è il seguente: se voi mollate Renzi, lui fa la legge elettorale con Grillo, e io sono finito.

I due forni aperti dal premier portano infatti a esiti molto diversi. Nell’accordo con Forza Italia, che premia le coalizioni, Berlusconi concede la prossima vittoria elettorale a Renzi in cambio del monopolio dell’opposizione, visto che le forze minori di centrodestra non potrebbero che conferirgli i loro voti. In un eventuale accordo con i nuovi Cinquestelle scongelati alla Di Maio, il ballottaggio sarebbe invece tra i due maggiori partiti, e questo rischierebbe davvero di escludere Berlusconi da tutti i giochi, compresi quelli sui quali nutre un interesse per così dire personale (…)