Egiziano morto a Marcigliana, dietro morte punizione per non aver pagato “pizzo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Maggio 2014 9:09 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2014 9:09
Non voleva pagare il pizzo l’egiziano morto a Fidene

Non voleva pagare il pizzo
l’egiziano morto a Fidene

ROMA – Volevano dargli una lezione, a suon di bastonate, per il suo ostinato rifiuto di pagare il pizzo. Ma gli morì tra le mani, per un infarto. Dopo sei mesi di indagini gli investigatori della Mobile, diretti da Renato Cortese, hanno risolto il giallo del cadavere incaprettato ritrovato nelle campagne di Fidene la sera del 28 ottobre.

La vittima era Abdel Hamid Mohamed Lashein Ebrahim, 53 anni, incensurato, da tempo residente a Roma con la famiglia dove era titolare di alcuni negozi di frutta e verdura alla Balduina e al Trionfale. Mercoledì 15 maggio sono scattati tre ordini di arresto per Mohamed Hamdy Aref Gebril, di 27 anni, connazionale della vittima e per i due romeni Vasilica Laurentiu Lovin e Catalin Ciobanu, rispettivamente di 22 e 31 anni.

Scrive Marco De Risi sul Messaggero:

I presunti assassini avrebbero agito per mettere a segno l’ennesima estorsione ai danni del commerciante di frutta e verdura: due anni fa avevano dato fuoco a uno dei negozi dell’egiziano alla Balduina. Lui continuava a rifiutarsi di pagare. La sera del 28 ottobre lo sequestrarono sotto casa per poi portarlo nella zona di campagna e dargli una lezione. Ma, secondo il medico legale, il commerciante è stato colto da infarto. Il cadavere è stato abbandonato sullo sterrato lungo via della Marcigliana. Gli agenti hanno lavorato prendendo in esame alcune telecamere piazzate nei negozi che aveva la vittima e ricostruendo le sue ultime ore di vita.

Attraverso la localizzazione dei cellulari dei presunti assassini e altri accertamenti tecnici è stato possibile localizzare gli spostamenti degli arrestati vicino all’abitazione della vittima fino al luogo in cui è stato occultato il cadavere. Mohamed Hamdy Aref Gebril e Vasilica Laurentiu Lovin sono già in carcere. Catalin Ciobanu è già rinchiuso in un carcere romeno.