Bruno Vespa: gli impuri M5s, espulsi ma eletti, voteranno le larghe intese

Pubblicato il 18 febbraio 2018 4:51 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2018 21:54
Bruno Vespa: gli impuri M5s, espulsi ma eletti, voteranno le larghe intese

Bruno Vespa: gli impuri M5s, espulsi ma eletti, voteranno le larghe intese

Gli espulsi dal Movimento 5 stelle perché taroccavano i rimborsi, cosa faranno una volta eletti? Gli “impuri” saranno espulsi dal M5s ma “faranno di tutto per impedire lo scioglimento delle Camere che segnerebbe quasi certamente la fine della loro vita politica”, prevede Bruno Vespa. Saranno, conta Vespa, “Non meno di dieci” e potrebbero “integrare con voti decisivi un governo di grande coalizione”.

Bruno Vespa esamina, in un articolo pubblicato sul Quotidiano Nazionale, le prospettive di un Governo di Unità nazionale che è il talk of the town della politica dopo che “giovedì sera a ‘Porta a porta’ Marco Minniti ha detto che accetterebbe senza esitazione di mantenere il suo ruolo in un governo di unità nazionale in cui fosse ovviamente presente il Pd”.

Minniti, nota Vespa, “è persona troppo prudente, esperta ed avveduta per lasciarsi scappare un’affermazione così impegnativa. Rivelando perciò che ‘il re è nudo’ ha sigillato l’ipotesi che molti temono o sperano e cioè che la impossibilità di formare un governo di destra o di sinistra dopo il 4 marzo induca il presidente della Repubblica a cercare una intesa perfino più larga addirittura dello stesso patto tra Forza Italia e Pd.”

Anche se tutti blaterano di rifare subito le elezioni in caso di una maggioranza non ben definita, la tradizione parlamentare, ricorda Vespa, “esclude che senatori e deputati appena eletti vogliano impegnarsi in una nuova campagna elettorale che ne decimerebbe le file, anche per l’assalto alle liste degli esclusi e dei traditi del 4 marzo. Una maggioranza trasversale potrebbe già eleggere i presidenti delle Camere e non è detto che questa non possa essere la madrina di un nuovo governo. In ogni caso, le ‘elezioni subito’ non potrebbero celebrarsi realisticamente prima di ottobre”.

Nuove elezioni quando? si chiede Ugo Magri sulla Stampa. “A Ferragosto? Oppure in autunno, con la legge Finanziaria da fare? Non se ne parla. Nell’ottica del Quirinale, i partiti dovranno assumersi le loro responsabilità davanti al paese.

 

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