Elezioni anticipate? Porcellum senza premio e liste: Marco Travaglio a M5S

Pubblicato il 5 gennaio 2014 10:49 | Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2014 10:49
Elezioni anticipate? Porcellum senza premio e liste: Marco Travaglio a M5S

Beppe Grillo. Marco Travaglio avverte M5S: “Elezioni col Porcellum, se non fate nuova legge”

Con quale legge elettorale si andrebbe a votare nel caso di elezioni immediate? Se il Parlamento non avrà approvato una nuova legge elettorale, ci si andrà con il Porcellum meno le norme dichiarate incostituzionali dalla Corte costituzionale, il premio di maggioranza e le liste bloccate.

Se i seguaci di Beppe Grillo non capiscono questo e non sfidano Matteo Renzi sul campo, per stanarlo e vedere i suoi eventuali bluff, li avverte Marco Travaglio, i grillini del Movimento 5 Stelle

“non fanno che fornire ai loro nemici la corda per impiccarli”.

Molti lettori di Marco Travaglio che sono anche elettori del partito di Beppe Grillo gli hanno scritto per contestare le sue tesi sulla posizione assunta dal M5S nei confronti di Matteo Renzi.

In sintesi, scrive Marco Travaglio sul Fatto di domenica,

“ripetono ciò che dice Beppe Grillo.

1) Di Renzi non c’è da fidarsi, men che meno del Pd.

2) Noi non facciamo accordi con nessuno e il nuovo sistema elettorale lo discutiamo in Rete con la nostra base.

3) Questo Parlamento è delegittimato dalla sentenza della Consulta sul Porcellum e dunque non può riformarlo.

4) Napolitano deve sciogliere le Camere, mandarci a votare con il vecchio Mattarellum e lasciare che sia il nuovo Parlamento finalmente eletto e non più nominato a metterci mano.

In linea di principio, riconosce Marco Travaglio, sono tutti argomenti,

“se non condivisibili, almeno rispettabili. Ma completamente fuori dalla realtà.

1) Per sapere se Renzi sia affidabile o meno, bisogna andare a vedere le sue carte. Se nasconde un bluff, peggio per lui. In caso contrario, peggio per i 5Stelle.

[…]

Si tratta di vedere se, nei mesi che mancano all’auspicata fine di questa ridicola legislatura, si possano approvare alcune riforme di rottura che rientrano nel programma dei 5Stelle, ma soprattutto negli auspici di tanti italiani, indipendentemente da come votano.

Renzi propone un ventaglio di tre leggi elettorali, un taglio dei fondi pubblici ai consigli regionali, le unioni civili, e l’abolizione del Senato per farne un caravanserraglio di consiglieri regionali.

Le prime tre proposte sono buone, la terza pessima. I 5Stelle possono pescare alcune delle proprie proposte più fattibili (embrione di reddito minimo, blocco del Tav Torino-Lione, legge draconiana anti-corruzione e anti-evasione), metterle sul tavolo e discutere con i delegati di Renzi (il Pd, in Parlamento e al governo, è tutt’altra cosa), condizionando il tutto alla rinuncia immediata e definitiva del Pd ai “rimborsi elettorali”. Cos’hanno da perdere?

2) Discutere la legge elettorale in Rete è un’ottima cosa, ma nel frattempo i partiti la discutono in Parlamento e poi l’approvano, pressati dall’imminente pubblicazione della sentenza della Consulta.

Se i 5Stelle non partecipano alla discussione e non fanno pesare i propri voti, nascerà una maggioranza Pd-Forza Italia sul modello spagnolo, che favorirà solo quei due partiti.

[…]

3) Questo Parlamento è delegittimato, ma chi dice che non può riformare la legge elettorale senz’avere i numeri per impedire agli altri di farlo fra declamazioni oratorie fine a se stesse e suicide.

4) Lo stesso vale per l’appello a Napolitano perché sciolga le Camere e si dimetta: il presidente ha già detto che non lo farà e i 5Stelle non hanno i numeri per cacciarlo con l’impeachment. Anzi, con il loro immobilismo, fanno di tutto per lasciarlo lì fino al 2020.

Solo facendo saltare l’asse Quirinale-Letta-Alfano si accelera lo sfarinamento del governo Letta e l’addio del suo Lord Protettore”.

E poi attenti, non illudetevi:

“Se si sciolgono le Camere ora, il Mattarellum non c’è. C’è invece la legge elettorale ritagliata dalla Consulta con l’abrogazione del premio di maggioranza e delle liste bloccate, cioè il sistema del 1992: il proporzionale puro con sbarramento e preferenza unica con cui si votò per l’ultima volta nella Prima Repubblica.

Un sistema che ci condannerebbe alle larghe intese in saecula saeculorum, salvo che un partito o una coalizione non superi il 50% dei voti (mission impossible).

È curioso che a battersi per un simile scenario horror sia proprio la forza politica che ne sarebbe più penalizzata. Chi vuole il Mattarellum deve rimboccarsi le maniche, prendere in parola Renzi e sfidarlo a votare la sua proposta numero 2”.