Elezioni Sardegna, Corriere: “L’effetto Pili condanna Cappellacci”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 febbraio 2014 13:32 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2014 13:33
Elezioni Sardegna, Corriere: "L'effetto Pili condanna Cappellacci"

Mauro Pili (LaPresse)

ROMA – Mauro Pili aveva programmato il suo delitto imperfetto in ogni dettaglio, compresa la fuga.

Scrive Marco Imarisio sul Corriere:

Domenica mattina, a urne appena aperte, ha fatto cancellare le tracce. L’ordine via sms è stato perentorio. Andate in ufficio, portate via tutto, chiudetevi in casa e non parlate con nessuno.

Le ragazze del suo staff hanno raggiunto la sala al pianterreno dell’hotel Panorama, dove da due mesi era aperto il suo comitato elettorale della neonata Coalizione del popolo sardo e nel giro di un paio d’ore hanno lasciato un deserto. “Ma come, non aspettate i risultati, non fate la conferenza stampa?” hanno chiesto alla reception. Le volontarie hanno restituito le chiavi e si sono allontanate in silenzio trascinando scatoloni, stampanti e gadget elettorali.

A notte fonda ha avuto la certezza di averla fatta non grossa, ma enorme. La vendetta si serve fredda, ma il menu non sempre prevede l’autolesionismo. Con la sua corsa in solitaria che gli è valsa il 5,7 per cento delle preferenze, Pili è riuscito nell’impresa di sottrarre a Ugo Cappellacci i voti necessari alla vittoria e al tempo stesso a non venire neppure eletto. Un capolavoro alla rovescia.

E così l’uomo che un tempo ormai lontano fu il pupillo di Silvio Berlusconi, l’ex enfant prodige della politica sarda che doveva trascorrere la vita seduto alla destra del padre di Forza Italia, si è reso irreperibile e solo a notte fonda ha postato una nota non esattamente lucida da località ignota. «Abbiamo contrastato i nemici veri della Sardegna, quelli di dentro e quelli di fuori. Abbiamo rigettato il bavaglio che volevano imporci, con il silenzio e l’inganno, con l’arma più vile della propaganda. Hanno tentato di fermarci, ma non ci sono riusciti…» (…)

La pratica del fuoco amico sembra ormai diventata metodo nel centrodestra, che a causa della faide interne si è ballato la vittoria alle ultime tre elezioni regionali (…)