Embrioni scambiati, genitori biologici scrivono lettera a “figli mai conosciuti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 luglio 2015 9:56 | Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2015 9:57
Embrioni scambiati, genitori biologici scrivono lettera a "figli mai conosciuti"

Embrioni scambiati, genitori biologici scrivono lettera a “figli mai conosciuti”

ROMA – Una lettera ai figli mai conosciuti. Una dichiarazione di amore dei genitori biologici degli embrioni scambiati durante l’inseminazione artificiale per il loro primo compleanno. Margherita De Bac sul Corriere della Sera raccoglie la richiesta di questi genitori esclusi per legge dalla vita dei due gemelli, per i giudici figli solo e soltanto di chi li ha partoriti.

“E’ il solo modo per essere con loro in un giorno speciale, il giorno della prima candelina”, hanno detto i genitori biologici alla De Bac:

“Angelica e Michele (nomi di fantasia) hanno cercato di riavere i bambini per vie legali con un ricorso d’urgenza al Tribunale di Roma. Inutilmente. In Italia la legge è molto chiara, i figli appartengono a chi li partorisce. Il giudice che l’8 agosto ha respinto la richiesta di poterli riconoscere subito dopo la nascita, nell’ordinanza usa la parola dramma.

Nel ricorso veniva sollevata tra l’altro la questione della costituzionalità del nostro ordinamento nella parte in cui non prevede la tutela dei genitori genetici. Le due coppie non si sono mai incontrate come auspicavano in un parere gli esperti del Comitato nazionale di bioetica indicando il modello di una sorta di famiglia allargata in cui i «proprietari» degli embrioni potessero almeno seguire la crescita dei neonati e condividere la gioia di vederli. «Non abbiamo colpe, ci serve serenità», hanno spiegato il rifiuto la madre e il padre legali dei gemellini, sottraendosi all’incontro”.

La situazione dallo scorso anno non è cambiata, i due genitori biologici non possono incontrare i piccoli, ma hanno chiesto al Corriere della Sera la pubblicazione di una lettera per potergli stare vicino:

“Lettera ai figli mai visti

di mamma e papà

Tre agosto, una data che non scorderemo mai. Un anno fa, di nascosto, all’insaputa di tutti siete nati. Dopo un anno siamo qui: per noi ancora non avete un volto, un profumo né tantomeno una voce, eppure sappiamo che le vostre vite parlano e parleranno sempre di noi. Noi che stiamo lottando per essere nella vostra vita in qualsiasi modo e forma, perché pensiamo che non esserci vorrebbe dire privarvi di qualcosa che appartiene a voi e solo a voi: la vostra storia, le vostre radici, la vostra verità.

Sappiamo che la vita per voi è iniziata in salita e sarebbe bello affrontare tutto fianco a fianco: imparare insieme che la difficoltà può trasformarsi in opportunità, che la forza dell’amore apre strade eccezionali, che il coraggio della verità rende liberi. Sarebbe bello raccontarvi di noi del nostro amore, dei desideri e delle speranze che hanno portato a voi e in un abbraccio riconoscersi dagli occhi e negli occhi in quel destino che ci unisce.

Uniti si, sempre, a dispetto degli eventi e delle convenzioni, lontani ma presenti, anche oggi mentre spengerete le vostre prime candeline. Il nostro pensiero corre instancabilmente a voi che, giorno dopo giorno, crescete nel nostro cuore davanti agli occhi della nostra anima. Corre a voi il nostro augurio di essere unici e speciali come siete, con la preghiera che il vento che domani vi sfiorerà vi restituisca la carezza che con tanto amore gli abbiamo affidato. Vi auguriamo di cuore di festeggiare oggi e tutti i giorni della vita. Sorridere e lasciare aperto il vostro cuore all’amore e questo sì saprete farlo… lo avete nel Dna.