Enrico Letta, costo del denaro, caos Pdl e Pd: prime pagine e rassegna stampa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Novembre 2013 8:27 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2013 8:27

ROMA – “Enrico Letta, costo del denaro, caos Pdl e Pd”, questi i principali temi dei giornali di oggi, 8 novembre 2013. Ecco la rassegna stampa e le prime pagine:

Il Corriere della Sera: “Costo del denaro mai così basso”. Chi può temere la pace iraniana. Editoriale di Sergio Romano:

“Sullo stato reale delle trattative fra l’Iran e i «Cinque più uno» (i membri permanenti del Consiglio di sicurezza e la Germania) non sappiamo quasi niente. Le ultime dichiarazioni ufficiali sono generalmente vaghe e accompagnate dai soliti caveat con cui un buon negoziatore attenua in una frase quello che ha appena affermato nella frase precedente. Persino le parole pronunciate domenica scorsa dal Leader supremo, l’Ayatollah Khamenei, possono essere lette e interpretate in modi totalmente diversi. Ma sembra ormai chiaro che tutti i Paesi coinvolti vogliano creare intorno alle trattative un clima di reciproca fiducia e di benevole aspettative. Non esiste ancora un accordo, ma esiste il desiderio di evitare che tutto finisca rapidamente su un binario morto. I due principali negoziatori — Teheran e Washington — sembrano avere capito che questo nuovo esercizio diplomatico non può correre il rischio di trasformarsi in una trattativa infinita. O si arriva abbastanza rapidamente a qualche concreto risultato o la mancanza di una intesa, in queste particolari circostanze, equivarrebbe al fallimento: una prospettiva che non sembra piacere né a Barack Obama né a Hassan Rouhani. Il segnale più promettente sarebbe un alleggerimento delle sanzioni (vi sono 50 miliardi di dollari, da qualche parte nel mondo, che l’Iran non riesce a incassare) contro una temporanea sospensione del programma nucleare di Teheran. Il negoziato, da quel momento, diverrebbe più disteso e promettente”.

La Bce a sorpresa ritocca i tassi. Taglio allo 0,25%, minimo storico. Scrive Marika de Feo:

“La Banca centrale europea ha tagliato i tassi di interesse di riferimento di un quarto di punto, a quota 0,25%, il livello più basso dalla costituzione della Bce. E ha prolungato le misure di concessione della liquidità illimitata (come le aste a una settimana e a tre mesi) fino al luglio 2015, quindi fino a dopo l’analisi dei bilanci delle banche e degli stress test. Lasciando ancora aperta la porta a ulteriori provvedimenti espansivi, come ha spiegato ieri il presidente Mario Draghi, dicendo che c’è «ancora spazio» per altre riduzioni del costo del denaro, mentre rimane «pronto a usare tutta l’artiglieria», gli strumenti a disposizione, per sostenere l’eurozona, mantenendo al tempo stesso l’orientamento di politica monetaria con tassi di interesse costanti o al ribasso (forward guidance ) per un periodo prolungato di tempo”.

Un partito in bilico che teme di ritrovarsi diviso e più debole. La nota politica di Massimo Franco:

“Il dilemma sembra diventato fra scissione o almeno separazione consensuale. La ricucitura dell’unità interna del Pdl in trasformazione verso Forza Italia, invece, rimane sullo sfondo, come una soluzione sperata ma ridotta a miraggio per tensioni che nessuno è in grado di far rientrare. L’accelerazione di Silvio Berlusconi, che ha convocato il Consiglio nazionale per il 16 novembre, si conferma una forzatura voluta dall’ala oltranzista; e tesa a rendere ancora più difficile una tregua con i settori filogovernativi guidati dal vicepremier Angelino Alfano. La guerra dei numeri su chi risulterà in maggioranza già prelude ad una conta, però. E l’ipotesi che i sostenitori della coalizione di «larghe intese» o almeno alcuni di loro disertino la riunione del 16, riduce la possibilità di soluzioni indolori. Eppure, Berlusconi ha bisogno di un partito unito per gettarne il peso al momento in cui decadrà da senatore: probabilmente a fine novembre”.

La prima pagina di Repubblica: “Giù i tassi, Draghi spinge la crescita”.

Il Fatto Quotidiano: “Pdl e Pd, salta tutto”.

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La Stampa: “Costo del denaro mai così basso”.

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La prima pagina del Giornale: “Indagato De Benedetti”.