Equitalia, 475 miliardi da recuperare. Debito di 12 mila euro per contribuente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Luglio 2014 12:36 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2014 12:36
Equitalia, 475 miliardi da recuperare. Debito di 12 mila euro per contribuente

Il grafico del Sole 24 ore

ROMA – Valgono un quinto del debito pubblico le somme che i contribuenti italiani devono pagare a Equitalia: 474,5 miliardi di euro. Una cifra enorme, in gran parte derivante dall’evasione fiscale, e che tra l’altro conteggia solo i ruoli affidati al concessionario dalle Entrate alla data del 31 dicembre 2013. Ma in alcuni casi si sa già che il recupero sarà quasi impossibile: il 25% dei debiti con il Fisco – oltre 120 miliardi – è a carico di soggetti falliti.

Scrivono Cristiano Dell’Oste e Giovanni Parente sul Sole 24 ore:

I numeri sono stati forniti ieri dal sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, nel question time in commissione Finanze alla Camera, e danno l’esatta dimensione di uno stock sul quale nei giorni scorsi erano circolate le cifre più diverse. Al totale si arriva conteggiando, oltre alle imposte non versate, anche le sanzioni e gli interessi. Due voci che costituiscono la metà del “carico netto” di Equitalia. Gli interessi, in particolare, arrivano a 39,7 miliardi e corrispondono al 17,4% dei tributi non pagati.

Contando anche le società di capitali, le società di persone e gli enti non commerciali, in media ogni contribuente italiano deve versare a Equitalia quasi 12mila euro per debiti con l’agenzia delle Entrate, ma di fatto in 13 regioni su 20 gli importi stanno nella forbice tra 7mila e 10mila euro, e senza neppure grandi differenze tra Nord e Sud. Ad alzare la media sono il Lazio (21mila euro), la Campania (15mila) e la Lombardia (14mila). Regioni nelle quali storicamente il debito con Equitalia è più alto, ma per le quali vanno ricercate anche spiegazioni diverse: in Lazio e Lombardia potrebbe pesare la presenza della sede di grandi imprese o, comunque, di debitori con importi maggiori. In Campania, invece, ci sono soltanto 3,2 milioni di contribuenti su 5,7 milioni di abitanti, e questo si riflette sulle statistiche.

Oltre alle somme che dovrebbero essere versate da società e imprenditori falliti – e che sarà quasi impossibile recuperare – ci sono anche una ventina di miliardi per i quali i giudici tributari hanno decretato la sospensione della riscossione durante il processo. Anche escludendo queste cartelle, però, resta una cifra altissima – superiore ai 330 miliardi – che appare fuori scala rispetto ai 3,7 miliardi riscossi da Equitalia nei primi sei mesi di quest’anno, secondo i dati diffusi ieri dallo stesso agente. Di questo passo, insomma, servirebbero 40 anni per abbattere lo stock, sempre a patto che altri debiti non diventino nel frattempo inesigibili.
D’altra parte, Equitalia – da quando esiste – ha moltiplicato gli importi riscossi rispetto all’attività dei vecchi concessionari, e non si può dimenticare che dal 2011 Governo e Parlamento hanno introdotto una serie di norme per allentare la presa su aziende e contribuenti, già provati dalla crisi. Nel primo semestre 2014, ad esempio, gli importi recuperati sono rimasti in linea con quelli dell’anno scorso nonostante la possibilità di riscossione sia stata di fatto congelata dalla rottamazione dei ruoli scaduta a fine maggio. Senza dimenticare – ultima misura in ordine di tempo – la chance di essere riammessi alla rateazione fino a un massimo di sei anni anche per chi era decaduto al 22 giugno dell’anno scorso (…)