Ercole Incalza, vita in carcere: ordinato, signorile, con una scorta di camicie

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Marzo 2015 11:33 | Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2015 11:33
Ercole Incalza, vita in carcere: ordinato, signorile, con una scorta di camicie

Ercole Incalza, vita in carcere: ordinato, signorile, con una scorta di camicie

ROMA – Signorile e distinto, con una grande scorta di camicie perfettamente piegate, e con qualche curiosità sulla vita carceraria. E’ il ritratto di Ercole Incalza in carcere.

L’ex manager del ministero delle Infrastrutture, accusato di tangenti, ha passato il suo tempo in una cella singola di Regina Coeli, a Roma, dopo l’arresto. Fabrizio Caccia, sul Corriere della Sera, racconta le giornate di Incalza:

Il supermanager, però, li ha colti di sorpresa, qualche minuto dopo, mentre si sistemava nella sua cella singola di dodici metri quadrati: svuotando la borsa degli indumenti, ha incominciato infatti ad allineare con cura maniacale sulla cuccetta superiore del letto a castello – poiché aveva scelto di dormire sotto – un numero imprecisato di camicie, «davvero tante» – hanno raccontato meravigliati più tardi quegli stessi agenti a un ispettore – tutte camicie bianche e celestine, perfettamente piegate dall’ingegnere dell’Alta Velocità. Una scorta di cambi assai previdente, visto che è già passata una settimana dal suo ingresso.

Macchina o furgone blindato? Ma le sorprese quel giorno non erano ancora finite e alle guardie è venuto da sorridere quando Incalza, 71 anni, ha domandato loro se in caso di eventuali spostamenti all’esterno, per un’udienza in tribunale o altro, ci fosse una macchina a disposizione. «Veramente dottore – gli hanno risposto anche con un certo imbarazzo – qui abbiamo solo furgoni blindati e con quelli trasferiamo tutti i detenuti, nessuno escluso». Nessun turbamento, comunque, da parte sua.

La speranza dei domiciliari. Dopo i primi giorni di isolamento completo (niente contatti nè giornali e tv), Ercole Incalza ora ha cambiato reparto, è sempre in cella singola ma è stato inserito nel «circuito ordinario» della prigione. In settimana il suo avvocato, Titta Madia, confida di fargli ottenere almeno i domiciliari. La direttrice di Regina Coeli, Silvana Sergi, incontrandolo, lo ha trovato «sereno». Lui si è complimentato «per la grande umanità di tutto il personale»