L’erede di Sarkò pagava gli amici coi soldi del partito, Alessandro Carlini su Libero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 febbraio 2014 11:02 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2014 11:02
L’erede di Sarkò pagava gli amici coi soldi del partito, Alessandro Carlini su Libero

L’erede di Sarkò pagava gli amici coi soldi del partito, Alessandro Carlini su Libero

ROMA –  “Dopo gli scontri perla leadership una nuova bufera colpisce il partito dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy” scrive Alessandro Carlini su Libero:

All’interno dell’Ump pare proprio esserci del marcio, come denuncia il settimanale Le Point. E le accuse infamanti riguardano il segretario, Jean- Francois Copé: avrebbe finanziato con i fondi del partito la società di comunicazione di due suoi amici, Bastien Millot e Guy Alves, per un totale di 8 milioni di euro.

Lui, naturalmente, nega tutto. Sono accuse «immonde», ha tuonato. Intervistato da I-Tele, ha puntato il dito contro una «rete di bugie», notizie «completamente montate, in modo assolutamente ignobile. C’è solo un modo di rispondere: attraverso i tribunali», avverte il segretario dell’Ump, che intende querelare Le Pointe i due giornalisti che hanno scritto l’articolo. Intanto però a scorrere i dettagli riportati dal settimanale pare proprio che il segretario farà fatica a riprendersi da questo colpo alla sua immagine.

A mettere le mani sugli 8 milioni di euro sarebbe stata, sempre secondo Le Point, Bygmalion, società di comunicazione dei due amici di Copé. Proprio mentre il leader di centrodestra chiedeva ai militanti di partecipare a una mega-colletta del partito chiamata, in onore di Sarkò, «Sarkothon» (con cui sono stati raccolti 11 milioni di euro), l’agenzia di comunicazione dei due ex collaboratori aveva appena intascato dall’Ump otto milioni di euro per aver organizzato meeting elettorali della campagna 2012, quella in cui Sarkozy non venne rieletto e fu costrettoa lasciare l’Eliseo a François Hollande. Non finisce qui.

La filiale di Byg- malion «Events et compagnie», specializzata nell’organizzazione di eventi, ha «approfittato del periodo favorevole delle presidenziali per massimizzare i profitti su alcune prestazioni fatturate all’Ump senza gare d’appalto. Nel corso dei meeting, le spese di catering, di ritrasmissione video e di illuminazione hanno a volte raggiunto il doppio delle tariffe abituali». Insomma delle«sovrafatturazioni». Il settimanale indaga su quello che all’interno dello stesso Ump alcuni non esitano a definire una vera e propria «rapina» e che su internet è stato già ribattezzato il «Copégate».

«Tra il 2010 e il 2012», sostiene Le Point, «mentre le finanze dell’Ump sono in rosso, la piccola società di comunicazione sembra scoppiare di salute… dalla creazione di Bygmalion nel 2008, Jean-François Copé, presidente del gruppo Ump all’Assemblea Nazionale, poi segretario generale del partito, moltiplicale richieste di servizi all’agenzia di comunicazione dei suoi amici Millot e Alves, che hanno lavorato per oltre dieci anni al suo fianco,prima al municipio di Meaux, poi nel suo gabinetto ogni volta che è stato ministro». Per il giornale, tuttavia, la cosa più scioccante è l’origine stessa di Bygmalion. Spulciando negli statuti della società, il settimanale ha scoperto una macchinazione finanziaria particolarmente sofisticata,con tanto di collegamenti in Lussemburgo. Ma dentro l’Ump c’è chi, come il deputato Lionel Tardy, vicino all’ex premier, Francois Fillon, nemico politico di Sarkozy, afferma: «Lo sapevano tutti di quei costi folli».