Estonia, Paese digitale per paura di un’invasione russa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Giugno 2015 13:56 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2015 13:56
Estonia, Paese digitale per paura di un'invasione russa

Estonia, Paese digitale per paura di un’invasione russa

ROMA – L’Estonia diventa digitale: offre la residenza “digitale” agli investitori stranieri e trasferisce sul web ogni attività dello Stato, certificati e documenti inclusi. Il motivo? Scongiurare un’invasione russa. Ne parla Monica Perosino su La Stampa:

Qui la società digitale è già arrivata: da anni si vota online (è stata la prima Nazione a farlo, nel 2005), si pagano le tasse, ci si sposa e si divorzia, si fa la dichiarazione dei redditi e «si esiste» pure, visto che identità, informazioni sanitarie e fiscali sono digitalizzate. Tutte le scuole e le organizzazioni governative sono connesse, l’80% delle famiglie ha accesso a un pc. E il milione e trecentoventimila estoni si spartiscono 1140 nodi gratuiti di connessione wi-fi, che arrivano a coprire anche le sterminate foreste. Niente male per un Paese in cui vivono più alberi che persone.

Ma sotto l’ottimismo e la determinazione estoni – quasi necessari in un Paese con uno dei pil pro capite tra i più bassi d’Europa -, che alimentano la scommessa per la sopravvivenza basata su un’economia liberista 2.0, si agita uno spettro che continua a pesare come un macigno. Il nemico invisibile – se non quando si manifesta nei cieli estoni sotto forma di bombardieri Tupolev – è quello di sempre, quello che qui ancora chiamano alla vecchia maniera: i «sovietici», nonostante la fine dell’occupazione e l’indipendenza abbiano compiuto 24 anni. La Russia preme alle frontiere, i confini sono oggetto di dispute senza soluzione. Per questo l’Estonia si difende con le basi Nato e continui appelli all’unità europea in difesa dei più deboli. Ha aderito a tutto quello che l’Occidente poteva offrire: Nato, Ocse, Ue, Eurozona.

Il ritornello che accompagna il marchio del Paese che mette «e» davanti a tutto è la sicurezza: «Siamo gli unici ad avere tagliato completamente i ponti con i sovietici – dice Andres Kutt, ex ingegnere di Skype ora chief architect dell’authority informatica – e siamo rimasti senza nulla, tranne la nostra competenza tecnologica. Abbiamo creato registri elettronici e database inviolabili». Non solo, la Cyber Defence League (una sorta di squadra di hacker volontari che entrano in azione in caso di cyber attacchi) collabora costantemente con il governo, e l’Estonia ha «esteso» virtualmente il suo territorio nelle ambasciate sparse per il mondo dove sono stati installati i server con tutti i dati strategici – e non – del Paese, dalle identità agli studi sulle volpi: l’Estonia potrebbe essere invasa dai Russi, o annientata da un cyber attacco, ma continuerebbe a esistere