Matteo Renzi è “un avventuriero” e “non lo voterò” – Eugenio Scalfari

a cura di Sergio Carli
Pubblicato il 11 Novembre 2013 7:48 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2013 9:13
Matteo Renzi è "un avventuriero" e "non lo voterò" - Eugenio Scalfari

Eugenio Scalfari: anatema a Matteo Renzi

Matteo Renzi non  piace a Eugenio Scalfari che arriva a dargli, anche se un po’ obliquamente, dell’avventuriero. Non voterà Matteo Renzi, dice Scalfari, perché Renzi ha

“promesso tutto e la sua eventuale riuscita politica rappresenta un’imprevedibile avventura e in politica le avventure possono giovare all’avventuriero ma quasi mai al paese che rappresenta”.

Prima di arrivare a queste durissime parole Scalfari si diffonde, nel suo editoriale su Repubblica, a un divertente confronto fra Matteo Renzi e Fabio Volo,

“un confronto o meglio un paragone che ritengo interessante tra due personaggi molto diversi tra loro ma con alcune somiglianze significative. Volo è in testa alle classifiche di vendita di libri: dopo 15 giorni il suo libro “La strada verso casa” ha già venduto 120mila copie e continuerà con 30-40mila copie vendute ogni settimana. Specie in questo tempo di crisi della parola scritta, è un successo senza precedenti.

Renzi è in vetta ai sondaggi in vista delle primarie che avranno luogo per la conquista della carica di segretario del Partito democratico. Il numero degli elettori si prevede tra i 2 e i 3 milioni, ma questo è soltanto un primo obiettivo. Il secondo dovrebbe essere quello di guidare la competizione per vincere le elezioni politiche generali quando ci saranno, nella primavera del 2014 o al più tardi in quella del 2015. Per vincerle bisogna ottenere almeno 15 milioni di consensi e Renzi spera di farcela. Molti più voti dei lettori di Volo.

Lo scrittore avrà certo le sue idee politiche ma di politica non si è mai interessato. Renzi a sua volta ha certamente letto romanzi o saggi letterari ma non sappiamo quali e comunque di letteratura non risulta che si interessi.

Tuttavia piacciono molto entrambi.

Tutti e due hanno sicuramente talento. Fabio però non fa niente di speciale per vendere i suoi libri, li scrive, li pubblica e basta. La notorietà gli proviene dal fatto che ha successo anche alla radio e alla televisione come attore e conduttore.

Anche Renzi frequenta molto la televisione e il suo nome campeggia spesso sui giornali. Insomma sono due piacioni, come si dice in gergo. Volo non fa nulla di particolare per piacere, fa soltanto con grande impegno il suo lavoro.

Renzi dal canto suo è un grande venditore di se stesso, a livello del primo Berlusconi.

L’altro giorno anche Renzi è andato da Santoro ed ha avuto parole d’apertura verso tutti quelli che auspicano la rottamazione generale di un sistema, d’una generazione, dei personaggi che la rappresentano e delle istituzioni come sono attualmente. I maliziosi potrebbero pensare ad una sua somiglianza con Grillo e con Berlusconi seconda maniera. All’uscita dalla trasmissione Renzi ha ricevuto i complimenti sinceri di Santoro e di Travaglio. Ma in altre numerose e pubbliche occasioni aveva manifestato la massima considerazione anche a Letta, a Civati, a Prodi, a Pisapia e perfino a Bersani, a Rodotà, a D’Alema e naturalmente a Napolitano.

Non ho letto il libro di Volo, ma il personaggio mi piace. Ho invece letto con attenzione i documenti di Renzi e dei suoi collaboratori a ciò delegati ed ho seguito le sue variegate mosse di questi mesi. Il talento glielo riconosco ed è anche simpatico quando si ha l’occasione di incontrarlo, ma non credo che lo voterò alle primarie del Pd per la semplice ragione che, avendo promesso tutto, la sua eventuale riuscita politica rappresenta un’imprevedibile avventura e in politica le avventure possono giovare all’avventuriero ma quasi mai al paese che rappresenta”.