Ex presidente della Repubblica, quanto ci costa: benefit, ufficio…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Gennaio 2015 11:46 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2015 11:53
quanto costa ex presidente repubblica?

Napolitano con la moglie Clio (LaPresse)

ROMA – Gli ex presidenti della Repubblica continuano a pesare sul bilancio pubblico circa 700mila euro all’anno: tra benefit ed uffici, Il Giornale fa i conti in tasca ai vecchi inquilini del Quirinale. I presidenti emeriti, com’è diventato Giorgio Napolitano nell’istante in cui si è dimesso, hanno uno stemma distintivo: un rombo bianco, su fondo rosso e verde, “contenente la Cifra d’Onore della presidenza della Repubblica”. Il simbolo di uno status speciale, che nel cerimoniale delle “precedenze” tra cariche pubbliche li mette dietro soltanto al presidente in carica e ai due presidenti delle Camere. Ma è lunga la lista di benefit di cui godrà.

Come riporta il Giornale,

è tutto codificato in due norme, un decreto della presidenza del Consiglio del ’98 sul «trattamento degli ex presidenti della Repubblica» e poi un altro del 2001, con l’introduzione del titolo di «presidente emerito» (prima erano senatori a vita e basta) e specificazioni per quanto riguarda i voli di Stato, cui ha diritto, con le massime cariche dello Stato, anche il presidente emerito, appunto Giorgio Napolitano nelle nuove vesti.

Poi ci sono altri trattamenti d’onore,

che Napolitano e Ciampi devono soprattutto alle battaglie di un loro predecessore, Francesco Cossiga. Che, da presidente emerito, ha ottenuto nel 2002 l’adeguamento (meglio: il raddoppio) del budget a disposizione dal Senato agli ex presidenti della Repubblica, portandolo a 700mila euro l’anno.

E l’ufficio che il Senato prepara al presidente emerito Napolitano non può essere, ovviamente, un ufficio normale. Un appartamento di 100 metri quadri, già occupato da Oscar Luigi Scalfaro, nel cinquecentesco Palazzo Giustiniani, dove hanno sede le sale di rappresentanza del Senato. Lì, per il presidente emerito Napolitano, come previsto dai regolamenti, Palazzo Chigi provvede «alle esigenze di comunicazione», telefono satellitare, linee dirette riservate con il Viminale, connessioni di ogni genere (fax, internet, satellite), al pensa il Senato.

Il Giornale scrive che tra l’altro Napolitano ha anche rinunciato a qualche benefit:

Sempre grazie a Cossiga è previsto che al presidente emerito «venga riservato, se possibile, uno scompartimento sui treni o, in casi particolari, l’uso di una carrozza di Stato»; oltre all’«uso di natanti e aeromobili di Stato». Gli emeriti, si stabilisce sempre nella delibera del 2002, vanno «invitati alle più importanti manifestazioni pubbliche solenni e, in particolare, quando intervenga il capo dello Stato». Dei presidenti in seconda, capi dello Stato di riserva. Ci sono «gli onori militari da rendere sia a terra sia sui natanti», mentre il ministro della Difesa può «adibire alla persona dell’ex presidente della Repubblica un ufficiale superiore delle Forze Armate», nel caso gli manchi personale. Ci sarebbe anche un assegno di fine mandato («pari al 50% degli emolumenti annui») ma Napolitano ha rinunciato per sobrietà, come pure al vitalizio. Gli resta lo stipendio da senatore a vita: 15mila euro netti mensili (180mila l’anno). Sommato al resto, una nuova prigione (dorata) per Napolitano dopo quella del Quirinale.

Il Fatto Quotidiano inoltre ha calcolato che si arriva attorno alle trenta persone impiegate per il lavoro quotidiano di Giorgio Napolitano, tra ufficio e abitazione privata.