Expo 2015, la pubblicità influenza i giornalisti? Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Marzo 2014 9:12 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2014 9:12
L'articolo del Fatto Quotidiano

L’articolo del Fatto Quotidiano

ROMA – Possono i soldi versati da Expo 2015 per la pubblicità influenzare i giornali? si chiede Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano che poi intervista Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera, Monica Maggioni, direttore di Rai News 24 e Roberto Napoletano del Sole 24 Ore.

Si parla dei 134 mila euro (pubblici) versati da Expo 2015 all’azienda del gruppo che edita il Corriere della Sera. “Siamo sempre noi che cerchiamo le aziende investitrici – spiega Giorgetti -. L’Expo ha pubblicizzato il giro d’Italia e la maratona nel 2012. Per problemi di budget hanno puntato sugli eventi che costano meno e non hanno rinnovato la pubblicità negli anni successivi”. Ma non sono inopportuni i rapporti economici tra l’Expo e la stampa che dovrebbe raccontarne “i guai” in modo imparziale? Si torna alla risposta di sopra: “Possono questi investimenti ‘risibili’ influenzare il giornalista?”. Lo chiediamo a Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere (la cui fondazione, inoltre, è stata finanziata con un imprecisato “Contributo per la massima visibiltà di Expo”). “L’investimento – sostiene De Bortoli, senza specificarne l’entità – non interessa la nostra testata. È una scelta dell’azienda, attraverso la fondazione: non coinvolge il Corriere”.

NESSUNA TIMIDEZZA nel raccontare i guai dell’Expo? “Abbiamo dato la massima rilevanza alle inchieste. Non veniamo mai meno al nostro dovere di informare”. Non teme che il pubblico possa ritenerla una partnership imbarazzante? “I lettori sono garantiti dalla nostra professionalità. La pubblicità non ci condiziona. Infatti ultimamente ne abbiamo persa un po’”. Monica Maggioni, direttore di Rai News 24, ha firmato regia, sceneggiatura e soggetto del documentario Exchanges. Expo cambia il mondo. Recensito con entusiasmo sullo stesso Corsera. “Avete scritto una cifra piuttosto singolare sul mio compenso – esordisce Maggioni -. Quando guadagnerò quelle somme sarò pronta per l’Oscar”. In verità l’articolo del Fatto di ieri parla di 90 mila euro per il “solo progetto editoriale”. Le chiediamo se trova sbagliati, almeno in linea di principio, i rapporti economici tra Expo e giornali? “Io ho girato un documentario, punto. Sui principi lascio parlare i filosofi”. Nella lista c’è anche il Sole 24 Ore. 64 mila euro per curare il “Progetto Gazzettino del 2015”. Il direttore Roberto Napoletano precisa: “Quella cifra non riguarda il giornale, ma Radio 24 (emittente dello stesso Sole, ndr). Parliamo inoltre dell’anno 2012, non ero nemmeno direttore. Il mio giornale ha ricevuto euro zero, sottolineo ze-ro, da Expo 2015. Seguiamo l’evento senza fare sconti a nessuno”. L’Expo ha investito soldi pubblici anche sul Foglio di Giuliano Ferrara. 85 mila euro per un volume sulla storia dell’Esposizione universale. Il direttore se la ride: “È un libro meraviglioso. Con quei soldi l’abbiamo anche stampato. Che c’entra? Tutti i giornali hanno rapporti commerciali, anche il Fatto con Chiarelettere e Santoro: non c’è nessuna notizia”. Infatti: Santoro non fa l’Expo. Ps: Avremmo chiesto a Ezio Mauro del rapporto tra l’Esposizione Universale e il gruppo Espresso (Expo 2015 è lo sponsor principale della prossima edizione de La Repubblica delle Idee), ma il direttore è stato impegnato in una riunione di lavoro per tutto il pomeriggio.