Rassegna Stampa

I fanta-elettrodomestici del futuro: parlano e si autoriparano

L'articolo della Stampa

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ROMA, 28 GEN – C’è la lavatrice connessa alla rete, senza pulsante e che si comanda con lo smartphone la vera novità, c’è il frigorifero con la doppia porta, una per i cibi da consumare velocemente e una per quelli da conservare e poi non poteva mancare il nuovo schermo con l’Ultra HD a 65 pollici. Sono le novità, firmate Samsung, sono i nuovi fanta-elettrodomestici, quelli che, scrive Stefano Rizzato della Stampa, parlano e si riparano da soli.

Ad alzare il livello del confronto è Samsung, che ieri ha presentato a Malaga le sue ultime novità. Il pezzo forte non era un tablet o uno smartphone, ma una lavatrice. Il perfetto esempio della nuova tecnologia domestica, che bada a estetica e praticità. Trasformata in oggetto da design – con linee curve, oblò gigante, la scomparsa di pulsanti e rotelle – la lavatrice coreana è connessa alla Rete e controllabile con l’applicazione per smartphone. Non ha temperature da impostare e prevede programmi che non sono numero: per scegliere il lavaggio, basta scorrere sul display tra una lista di diverse esigenze e tipi di sporco, da «giardinaggio» fino a «bimbi attivi». A dosare il detersivo, la durata del lavaggio e il consumo d’acqua ci pensa da sola, grazie a sensori capaci di captare il grado di sporco della biancheria.
Per ora, la differenza la fanno i dettagli. Ma è facile immaginare che, in futuro, ci si spingerà molto oltre. Sulla strada dei sensori e degli algoritmi si sono già messi in tanti. Whirpool ha annunciato elettrodomestici «col sesto senso», in grado di tracciare le abitudini dell’utente e di adeguarsi. Lo stesso vale per i nuovi prodotti LG, capaci di farsi la diagnosi e di segnalare le anomalie ai tecnici, via internet. Ma su tutti incombe la minaccia californiana, visto che solo due settimane fa Google ha deciso di spendere 3,2 miliardi di dollari per acquistare Nest, produttore di termostati intelligenti, e fatto capire che punterà forte sulle «smart home».
I limiti di tutta quest’innovazione domestica sono difficili da immaginare, ma si va verso elettrodomestici da fantascienza: robotici, autosufficienti e a modo loro «parlanti». Non mancano così gli osservatori preoccupati che ci si spinga troppo oltre, che – come nei film – gli oggetti finiscano per rivoltarsi ai padroni. E poi c’è la privacy: come proteggere le tante informazioni sulle nostre case quando inizieranno a correre in rete? «Da parte degli utenti, i vantaggi superano di gran lunga le preoccupazioni», assicura Daniele Grassi, direttore marketing della divisione elettrodomestici di Samsung. «L’importante è produrre innovazione utile e facile da usare, non tecnologie bellissime ma prive di praticità. Anche perché a decidere questi acquisti sono soprattutto le donne, un tipo di cliente pragmatico e ben diverso da quello – più maschile – che fa largo consumo di tecnologia».

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