Il Fatto: “Nessuno tocca i soldi di Berlusconi: paura di essere monitorati dai magistrati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Ottobre 2013 17:52 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2013 17:52
 Silvio Berlusconi (LaPresse)

Silvio Berlusconi (LaPresse)

ROMA – Le persone che sono intorno a Berlusconi, hanno timore di muovere i soldi del Cavaliere per paura di essere monitorati dai magistrati. Quanto sta accadendo all‘ex premier condannato in via definitiva per frode fiscale, lo scrive Paola Zanca sul Fatto quotidiano di sabato 12 ottobre.

Blitz Quotidiano riporta per intero l’articolo:

“Silvio Berlusconi è circondato. Ma non dalle forze dell’ordine. Ad assediare l’Autocrate Condannato, in queste settimane tragiche e convulse, è come un branco infinito di piranha che reclamano attenzione e antichi privilegi. In una sola parola: soldi. E tra Arcore e Palazzo Grazioli a Roma, le residenze più frequentate, anzi battute dal Cavaliere adesso c’è anche un problema, in un certo modo connesso alla spending review “familiare” avviata dalla giovane fidanzata Francesca Pascale su fagiolini e pesce: nessuno vuole muovere danaro o fare acquisti per conto di B. Come se i suoi bigliettoni d’improvviso scottassero”.

La fonte interpellata dal Fatto , un tempo vicinissima al Re Sole del centrodestra, riferisce molti episodi con cifre e nomi, soprattutto relativi a donne. E fa un esempio, citando un notissimo ex senatore del Pdl, oggi anziano e malato: “Quando Berlusconi voleva regalare una Mini alla ragazza di turno (la Mini è una griffe famosa delle cene eleganti, ndr) chiamava questo senatore e gli chiedeva di comprarla. Ecco, oggi attorno a lui sono tutti terrorizzati e nessuno vuole muoversi per paura di essere monitorato dai magistrati”. Di qui la moltiplicazione dei pizzini e degli avvertimenti recapitati al Caro Leader condannato, nel pieno di questa Salò del Terzo millennio”.

“Il caso più clamoroso è quello di Valter Lavitola, il faccendiere dell’affaire Montecarlo-Fini oggi ai domiciliari per bancarotta ed estorsione a B. Nell’intervista di Lavitola a Servizio Pubblico, riportata integralmente dal Fatto di ieri, l’ex socialista craxiano ammette riferendosi a se stesso, a proposito della differenza di trattamento con il pugliese Tarantini, aiutato da B.: “Forse non aiuta chi sa che non lo tradisce. Forse però lo affermo per amarezza”. Poi la rivelazione su un archivio audio segreto, dopo il teatrino del presunto memoriale da consegnare ai magistrati di Napoli: “Vengo dalla vecchia scuola socialista. Il presidente Craxi diceva sempre: ‘Conserva sempre tutto e non usare mai niente, neppure contro i nemici’”. Più chiaro di così.”

“Ma cosa conserva, Lavitola, al punto da aver seminato il panico nella corte del Cavaliere da almeno due mesi? Non solo. Fonti autorevoli raccontano che pure Tarantini vivrebbe una difficile situazione psicologica. Un altro tormento in arrivo per il Condannato? In questo girone dantesco della Salò berlusconiana, dove invidia, lussuria e avidità sono vizi consolidati della corte, è piombata da alcuni mesi la fidanzata “ufficiale” Francesca Pascale. Ed è contro di lei, invece, che si scagliano insulti e insinuazioni di ex predilette del Cavaliere, un tempo beneficate. L’ultima offesa è dell’attrice bulgara Michelle Dragomira Bonev che ha scritto: “Fran – cesca Pascale è lesbica, io sono molto più che una sua amica e la storia d’amore con Berlusconi è una messinscena”. Nell’uscita della Bonev colpisce soprattutto una cosa. Cioè, che in questo momento, nel giro ristrettissimo del cerchio di B., ci sono altre due versioni confezionate sulla presunta omosessualità della Pascale, napoletana di Fuorigrotta”.

“La prima, alimentata da qualche falco caduto in disgrazia, riguarda il rapporto esclusivo tra la “fidanzata” e la primogenita di Berlusconi, indicata anche per la successione politica: Marina. L’asse tra le due, si racconta, sarebbe stato decisivo per la retromarcia all’ultimo minuto sulla fiducia al governo Letta. Altro che Alfano e le colombe di governo. La seconda versione tira in ballo l’ex pupa Elena Morali, già fidanzata del Trota Bossi. La Morali è una delle poche che si è salvata dall’epurazione pascaliana (nel senso della Pascale, non del filosofo) e frequenta ancora Villa San Martino. E così le escluse malignano sul rapporto tra lei e “Francesca”. Anche in questo caso, ovviamente, a dettare legge sono i soldi. Gli attacchi alla “fidanzata” stanno avendo un’escalation impressionante. In origine furono Sabina Began (“Io e lui ci ameremo per sempre”) e la terribile montenegrina Katarina Knezevic (“Silvio sposerà me, non la Pascale”). A loro si è aggiunta da poco Imma De Vivo, la gemella di Eleonora, coppia storica del Bunga Bunga: “Tutti sono capaci di vivere nell’agio e nel lusso. E vedo che Francesca si è calata già molto bene nella parte. Ricordo che prima delle elezioni una sera Berlusconi a noi ospiti disse: ‘Dopo il voto la lascio’”.

“Ma a sorprendere per durezza e volgarità sono i recentissimi tweet di Barbara Guerra. La Pascale è definita come “cessa”, “disperata”, “munnezza” e “zoccola”. La Guerra è una memoria vivente delle serate del Condannato e i suoi ricordi potrebbero provocare altri terremoti. Tra le ragazze delle “cene eleganti” vige da sempre una gerarchia regolata dai benefit. Il più ambito è la casa (Began e altre), poi l’auto e le rendite mensili. E per chi, da olgettina, prende 2.500 euro al mese è dura leggere delle case delle altre. Se a questo sommiamo la spending review della Pascale e la paura attorno a B., allora è impossibile immaginare un epilogo indolore per il Condannato circondato. Piranha a corte, l’ultimo incubo delle notti di Silvio”.