“Carige, da cassaforte della Liguria a banca degli amici”, Sansa e Vecchi del Fatto Quotidiano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2013 10:16 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2013 11:10
Carige

Carige

ROMA – Trema Carige, trema la Liguria. Il gruppo Carige, la settima banca italiana, “la cassaforte della Liguria” scricchiola sotto il peso dell’ inchieste, prima di Bankitalia, poi di due procure, Genova e Savona.

Carige era un parlamentino parallelo, di equilibri studiati con il bilancino. Banca dove alle assemblee si parla genovese. A tenere la barra del timone fino a pochi giorni fa Giovanni Berneschi (banca) e Flavio Repetto (Fondazione). Berneschi, ragioniere entrato in banca mezzo secolo fa e arrivato al comando, gradino dopo gradino.

Ferruccio Sansa e Davide Vecchi per il Fatto mappano “il sistema di potere”:

Basta vedere chi sedeva nel cda dell’epoca Berneschi (assolto dall’accusa di aggiotaggio per la scalata Unipol-Bnl). Accanto a lui il fratello di Scajola, Alessandro, (vicepresidente). Nella fondazione anche il consuocero. Vicepresidente della Fondazione era Pierluigi Vinai, scajoliano, candidato sindaco Pdl a Genova con l’appoggio del cardinale Angelo Bagnasco. Nella controllata Carisa (Savona) ecco Luciano Pasquale definito da Claudio Scajola “manager di grande caratura”. Nella Carige c’era anche Luca Bonsignore, figlio dell’europarlamentare Vito (Udc poi Pdl, nominato nelle intercettazioni telefoniche di Massimo D’Alema ai tempi dei furbetti del quartierino). Poi ecco Alessandro Re-petto, già presidente della Provincia di Genova (centrosinistra). Sì, anche il Pd fa sentire la sua voce: nel consiglio di indirizzo della Fondazione ex onorevoli come Graziano Mazzarello ed ex assessori come Massimiliano Morettini (toccato dall’inchiesta Mensopoli, prosciolto).

Poi c’è Enrico Preziosi, il pàtron del Genoa:

Nelle carte di Bankitalia si parla anche dei finanziamenti al patron del Genoa, Enrico Preziosi, alla famiglia Orsero, i re della frutta. Per non dire delle operazioni immobiliari della famiglia Spinelli (ex patron del Genoa, poi del Livorno) e della Curia di Savona. Infine l’imprenditore Andrea Nucera (latitante ad Abu Dhabi), re del mattone in Liguria amato da sindaci e architetti del centrosinistra. Intanto per la fondazione si fanno nomi di Paolo Odone (gradito al Pdl), dell’ex sindaco Beppe Pericu, Pd, e di Enzo Roppo anch’egli vicino da sempre al centrosinistra. Che nessuno porti scompiglio nella sala dei bottoni.