Federico Sartucci, il tifoso della Roma accoltellato a Napoli: “Ora ho paura”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 luglio 2014 11:01 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2014 11:50
Federico Sartucci, il tifoso della Roma accoltellato a Napoli: “Ora ho paura”

Federico Sartucci, il tifoso della Roma accoltellato a Napoli: “Ora ho paura”

ROMA – La fuga da Napoli ed il mistero, che in queste ore avvolge il ferimento di Federico Sartucci, tifoso romanista che aveva trovato lavoro in un facoltoso hotel del capoluogo campano. Sartucci è ancora sotto choc. Ha lasciato di corsa sia il suo impiego sia il capoluogo campano, non vuole parlare di quei frangenti.

Scrive Davide Gambardella sul Messaggero:

«Mio figlio non conosceva il suo aggressore, ci sono degli accertamenti in corso. È sotto choc, ora ha paura» rivela al telefono il papà del 25enne tifoso della Roma. Poca voglia di parlare, tanta amarezza. Ed un invito, quasi stizzito, ad abbassare i toni, dopo l’ipotesi di un collegamento tra il ferimento del ragazzo ed una vendetta per la scomparsa di Ciro Esposito, il tifoso azzurro ferito a morte lo scorso 3 maggio con una pistolettata prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, della quale è accusato l’ex ultrà della Roma Daniele De Santis.

«Per favore, la situazione è complicata, non bisogna alimentare altra tensione – l’appello del padre del 25enne – Quello che è accaduto a mio figlio poteva accadere a chiunque. Non è questione di Roma o Napoli. Escludo però che l’episodio possa esser collegato al mondo del calcio» .

Chi è stato dunque ad accoltellare Sartucci? Forse un cane sciolto, di sicuro non un ultrà, ragiona la polizia. Il fendente al gluteo durante il weekend, ed il verbale redatto dagli uomini in divisa, è però finito nelle mani della Digos partenopea per quel Daspo di cui tre anni fa il ragazzo risultò destinatario. Tafferugli tra tifosi che costarono al romanista l’allontanamento dagli stadi: vecchie storie non rilevanti ai fini dell’inchiesta.

Tra le piste privilegiate emerge invece una punizione per il lavoro in un facoltoso albergo di Napoli accettato appena dieci giorni prima del raid. Quell’offesa “sporco romano” ormai tristemente in voga, assieme agli altri epiteti affibbiati da giallorossi e supporter azzurri sul web (Twitter e Facebook in primis) è stata corroborata da un invito a sloggiare da Napoli. Forse l’intenzione di qualcuno ad allontanare dal capoluogo campano Sartucci. Perché? Rancori, ruggini lavorative, oppure l’odio: quello che sui social network sfocia in minacce, e su cui adesso indaga anche la Procura partenopea.