Articolo 18, Filippo Taddei: “Legge non crea assunzioni, favorisce investimenti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2014 12:28 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2014 12:29
Filippo Taddei

Filippo Taddei (LaPresse)

ROMA – Filippo Taddei, responsabile economico e lavoro del Pd, attacca:

“La polemica sull’articolo 18 è sterile, l’80% della forza lavoro italiana è fatta di piccole e medie imprese con meno di 15 dipendenti per i quali già oggi l’articolo 18 non si applica. Il governo si gioca molto con questa riforma. Le leggi non creano occupazione, ma un ambiente dove investire. Sono gli investimenti che fanno il lavoro, le norme garantiscono la tutela degli interessi e dei diritti”.

Filippo Taddei è stato intervistato da Giuliano Balestreri di Repubblica, in quale gli ha fatto notare che la polemica sull’articolo 18 sarà sterile, ma nel Pd Fassina dice che i diktat sono inaccettabili.

Parlando solo di articolo 18 ci dimentichiamo di tutti quei lavoratori che non sono tutelati e di quelli che dopo 15-20 anni di lavoro vengono mandati a casa con 4-5 mensilità. Il nostro compito è trovare una sintesi, punto d’incontro”.Come a dire che la rinuncia al posto di lavoro garantito verrà in qualche modo compensata?

“Il posto di lavoro è garantito solo da un’economia in salute e dagli investimenti degli imprenditori. Le regole garantiscono i diritti, la tutela degli interessi, ma non lavoro. Il nostro obiettivo era universalizzare i diritti e semplificare contratti. Dobbiamo anche pensare che un datore di lavoro serio non ha alcun interesse a licenziare i propri dipendenti a meno di non esserne costretto. Un imprenditore serio è uno che investe e per farlo vuole essere certo di avere a disposizione un capitale umano e delle infrastrutture capaci di valorizzare il suo investimento”.

Il problema è quindi che l’Italia ha perso competenze?

“Sì, ne abbiamo perse molte, ma possiamo ricostruirle attraverso la scuola, l’università e soprattutto il lavoro. E tanto più il lavoro è stabile, tanto più si impara. Con il contratto unico a tutele crescenti diamo il massimo incentivo a creare posti di lavoro a tempo indeterminato: per noi il cuore del lavoro deve essere stabile. Poi ci saranno dei lavoratori saltuari perché alcune professioni lo richiedono e quelli resteranno. Il mercato del lavoro deve essere certo, deve favorire il lavoro buono”.

Quanto durerà la fase d’entrata?

“Ad oggi ci sono due proposte, ma l’orizzonte temporale dovrebbe essere di 3 anni”.

Dopo la riforma del lavoro arriva la legge di stabilità. Gli 80 euro resteranno?

“Gli 80 euro sono per sempre, ma bisogna comportarsi di conseguenza. Bisogna ridurre per sempre anche la spesa corrente altrimenti succede come per l’Imu: cancellata nel 2013 e tornata nel 2014 perché mancavano le coperture. Quello è un film che non vogliamo più vedere. Taglieremo gli sprechi, non la spesa sociale”.