Firenze, bimbo non vuole vedere il padre. Ma il giudice impone gli incontri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Ottobre 2014 10:42 | Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2014 10:43
Firenze, bimbo non vuole vedere il padre. Ma il giudice impone gli incontri

Firenze, bimbo non vuole vedere il padre. Ma il giudice impone gli incontri

FIRENZE – Il bambino si dispera, piange e si ribella ogni volta che deve incontrare il padre. “E’ inutile che urli, hai un cervello come un bambino di due anni, mi fai pena”, gli ha gridato durante l’ultimo incontro.

“E lui, il mio ex marito, era diventato tutto viola, come quando mi picchiava”, racconta la madre. “Io non so come ho fatto a sposarlo. Era un violento, perdeva le staffe. È uno che ti massacra di botte. Ma io per anni l’ho sempre protetto. Gli volevo bene. Sono stata una di quelle donne che hanno subìto violenze di ogni genere. Ma ora no, non più. E sono stufa di non essere creduta, che gli assistenti sociali dicano che è colpa mia se mio figlio non vuol vedere il padre”.

Scrive Franca Selvatici su Repubblica:

Il bambino, ha nove anni e non ha avularsi, to in dono una famiglia felice. Aveva nove mesi quando il padre se ne è andato, due anni quando i genitori si sono separati. Dice la madre che il figlio a 4 anni e mezzo, mentre era fra le sue braccia, vide il padre che la colpiva con uno schiaffo, e non l’ha dimenticato. Solo saltuariamente il suo ex marito ha pagato gli alimenti. È stato condannato più volte per violazione degli obblighi di assistenza familiare e qualche mese fa la corte di appello gli ha confermato una condanna per lesioni: in un giorno di estate del 2008 si era infuriato perché la moglie si attardava a salutare il bambino in partenza con lui per la Calabria e l’aveva colpita con un pugno gridando «Togliti dai c… ché devo partire », rompendole due costole.

«Preferisco che finisca in orfanotrofio piuttosto che resti con te». È una delle tante minacce che la madre denuncia di aver ricevuto dall’ex marito. In tale drammatico conflitto, però, non risulta che il padre abbia mai alzato le mani sul bambino. È per questo che, dopo quattro anni in cui era praticamente scomparso, quando ha chiesto di riallacciare i rapporti con il figlio ha ottenuto dal tribunale, che a suo tempo aveva decretato l’affidamento congiunto del bambino, di poterlo vedere in incontri protetti. La ex moglie non si è opposta. È Filippo a ribel- a piangere, a tentare ogni volta di fuggire, ad essere trascinato a forza agli incontri dagli educatori. «Danno la colpa a me», si tormenta la madre. Le hanno fatto anche balenare il pericolo che il bambino le possa essere sottratto se continuerà a ribellarsi. Insorge l’avvocato Ignazio Virgilio: «E stata l’incapacità manifesta degli operatori sociali a indurre il piccolo a rifiutare ogni incontro con il padre». L’avvocato sollecita perciò il tribunale a sostituire gli operatori che si occupano del caso (…)