Firenze, estorsioni e minacce in stazione: giudice caccia rom

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Luglio 2014 9:52 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2014 9:52
firenze stazione

La stazione di Santa Maria Novella a Firenze

ROMA – La decisione presa dal gip di Firenze, il 23 luglio, su richiesta della Procura, potrebbe portare alla svolta. Offrendo un precedente non da poco.

Scrive Alessandro Dell’Orto su Libero:

Via dalla stazione di Santa Maria Novella e via da Firenze: il divieto di dimora (la Procura aveva chiesto il riconoscimento del reato di associazione per delinquere e la misura della custodia cautelare in carcere) è stato emesso nei confronti di dodici componenti della comunità rom (hanno un’età compresa tra i 19 e i 40 anni e sono senza fissa dimora), accusati di estorsione, furti, minacce e resistenze a pubblici ufficiali commessi tra i binari. Le misure cautelari (le indagini, scrive il gip nelle carte, hanno dimostrato «il concreto e non meramente ipotetico pericolo di commissione di altri reati») si riferiscono a dieci episodi messi in atto da gennaio a maggio e a questi si aggiungono le indagini recenti della Polfer che ha individuato gli autori di due aggressioni nei confronti di capotreni che impedivano l’attività di portabagagli abusiva e di un furto di denaro ai danni di un turista canadese.

I dodici rom rischiano grosso: se verranno identificati ancora in stazione o in città avranno conseguenze pesanti che potranno arrivare fino all’arresto. Divieto di dimora, e la speranza che questo sia l’inizio della fine, che finalmente si sia trovata una soluzione al vergognoso assalto ai turisti che da mesi devasta e strazia Santa Maria Novella. Sì, perché la banda di rom (una cinquantina in tutto) in questione è ormai un incubo, per Firenze. Gli zingari corrono da un binario all’altro per raggiungere i treni ad alta velocità in sosta e puntano i viaggiatori stranieri – preferibilmente giapponesi e americani – in discesa, si fanno consegnare le valigie e poi, per il servizio di facchinaggio (abusivo, ovviamente), si fanno dare dai 5 ai 20 euro. In alternativa, come lavoretto per arrotondare, salgono sui vagoni in gruppi di tre o quattro e durante la fermata rubano bagagli, portafogli, borse. E scappano.

Una situazione insopportabile per chi viaggia, ma anche per chi, in stazione, ci lavora: in questi mesi alcuni agenti della Polfer hanno chiesto il trasferimento e quelli rimasti hanno dovuto tralasciare i servizi più importanti (spaccio) per controllare i nomadi e cercare di tenerli lontani dai binari. Perché, spesso, si è arrivati alla violenza. Come quando un capotreno che cercava di far scendere dall’Eurostar cinque zingari è stato accerchiato, spintonato e picchiato (cinque giorni di prognosi) o quando una dipendente delle ferrovie si è presa un calcio sul lato B perché aveva cercato di aiutare una turista a caricare i bagagli sul treno. Di tentativi per risolvere la situazione, finora, ne erano stati fatti parecchi. Il questore di Firenze, Raffaele Micillo, aveva dato il via a un’operazione interforze che impegnava un centinaio tra carabinieri, finanzieri, forestali, vigili urbani e poliziotti. Tutto bene fin che la stazione era presidiata, poi peggio di prima. Ci avevano provato anche Ntv (Italo) e Trenitalia, successivamente, ingaggiando dei vigilantes privati, ma accorgendosi, poi, che non potevano fare altro che chiamare la polizia(…)