Fisco 2.0: più dati online, meno blitz. Obiettivo 90 miliardi fantasma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 ottobre 2014 14:23 | Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2014 14:23
Evasione fiscale, più dati in rete e meno blitz: ecco il Fisco 2.0

Il sito dell’Agenzia delle entrate

ROMA – Non è una novità: in tempi di ristrettezza per i conti pubblici e di sacrifici per i contribuenti, bisogna recuperare risorse. Da spendere per le necessità urgenti, o meglio ancora da redistribuire alleggerendo il carico fiscale che grava sulle persone che pagano le tasse.

E di risorse, e tante (il ministero dell’Economia stima in 91 miliardi di euro l’anno l’ammontare di tasse evase sulle principali imposte) se ne possono trovare nel mondo dell’evasione fiscale. Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan hanno intenzione di cercare di attingere al pozzo dell’evasione. E più con l’aiuto dell’elettronica che attraverso operazioni impopolari o aggressive.

Scrive Roberto Giovannini su La Stampa:

Già sappiamo che il governo sta progettando di introdurre il meccanismo della reverse charge per il pagamento dell’Iva, una grande/piccola rivoluzione in grado di stroncare alcuni dei raggiri tributari più insidiosi, come le «frodi carosello». Un’operazione ieri confermata come possibile da Yoram Gutgeld, uno degli economisti di Palazzo Chigi. Ma come si legge nel capitolo dedicato al tema lotta all’evasione della nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza approvato dal Consiglio dei ministri, quel che si prospetta è l’abolizione dei vecchi scontrini, sostituiti da pagamenti e fatturazione elettronica, che renderanno più semplici, automatici, efficaci e (forse paradossalmente) meno invasivi i controlli fiscali.

Non è un segreto che quel capitolo della nuova versione del Def è stato elaborato d’intesa tra il ministero dell’Economia e il nuovo vertice dell’Agenzia delle Entrate. Proprio nei giorni scorsi il direttore dell’Agenzia, Rossella Orlandi, ha partecipato a un’audizione parlamentare in cui ha delineato questo futuro sistema. In cui attraverso l’informatica si riuscirà ad aumentare in modo strutturale e non aggressivo quella che viene definita la compliance (ovvero l’adesione spontanea) dei contribuenti.

Un caposaldo del piano ovviamente è l’aumento del ricorso alla moneta elettronica, che per Orlandi «ha un impatto positivo sulla riduzione del sommerso e sull’evasione fiscale, oltre che sul costo di gestione del contante che è di 4 miliardi l’anno per il settore bancario e 8 miliardi l’anno per il sistema paese». In questo caso il vantaggio è quello della tracciabilità dei pagamenti, che però, spiega Orlandi, «deve comportare un significativo vantaggio» per i contribuenti. Il secondo passo è la fatturazione elettronica in tutte le transazioni. Oggi l’obbligo è in vigore soltanto nei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione, ma l’intenzione è quella di estenderlo anche a tutti i rapporti tra imprese. Spariranno gli scontrini cartacei, ma non spariranno del tutto i registratori di cassa: soltanto che diventeranno dei tablet o dei laptop, in grado di registrare le transazioni effettuate e di inviarle in tempo reale al Fisco.

Uno dei frutti dell’utilizzo spinto a fondo delle banche dati già disponibili, mediato dalle nuove tecnologie informatiche è stato già anticipato proprio da Orlandi ai parlamentari: si tratta del progetto «Vista unica del contribuente». Ci vorranno diversi mesi per realizzare il sistema, che potrà materializzarsi in un sito o in una o più applicazioni. Ma l’intenzione è quella di creare una sorta di «file» contenente tutte le informazioni in possesso del Fisco su di un singolo contribuente: redditi, utenze, passaggi di proprietà, rapporti bancari, spese sostenute e quant’altro, tutto facilmente accessibile (…)

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