Rassegna stampa. Regione Lazio, svolta nell’inchiesta. Fmi: meno tasse sul lavoro

Pubblicato il 2 ottobre 2012 9:21 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2012 9:21
La prima pagina de Il Corriere della Sera 2-10-12

Il Corriere della Sera 2-10-12

Svolta nell’inchiesta sul Lazio. Il Corriere della Sera: “Nuove accuse a Fiorito, coinvolti i vertici regionali del Pdl”. Il labirinto della vanità. Editoriale di Angelo Panebianco:

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“La discussione, che sarebbe stata altrimenti surreale, su un eventuale Monti bis dopo le prossime elezioni è il frutto della sfiducia degli altri governi e degli investitori internazionali nella capacità futura dell’Italia di perseverare nell’opera di risanamento. Dato il marasma in cui versa il fu-centrodestra non è il ritorno al potere di Berlusconi che si teme (una eventualità nella quale non crede nessuno, nemmeno Berlusconi). Piuttosto, come ha argomentato Antonio Polito (Corriere, 29 settembre), sono le scelte che farà il probabile vincitore delle elezioni, il Pd, a preoccupare. Per le alleanze politiche (Vendola) e sociali (Cgil) di Bersani, e per la volontà conclamata degli uomini di Bersani di mandare in cavalleria, su punti decisivi, le riforme Monti, dalle pensioni al lavoro”.

Mogli, figli e amici di partito Il fascicolo chiesto da Cota sullo staff della sua giunta. Articolo di Marco Imarisio:

Per approfondire: Governo taglia Regioni? Controlli inutili: 20 punti anti peccato originale

“Niente sarà più come prima». L’aria dell’assessore appena uscito dal tavolo di concertazione della Regione Piemonte era sullo sconsolato andante. 
Quasi una seduta di autocoscienza, quella di ieri, capigruppo e presidente a decidere di cancellare con un tratto di penna i rimborsi legati all’autocertificazione (591mila euro nel 2011) e la riduzione del venti per cento dei fondi destinati ai gruppi consiliari. 
I 19 faldoni che la Finanza ha acquisito venerdì sono sotto chiave. L’indagine comincerà da quei consiglieri assurti agli onori delle cronache in questi giorni, per via di vicende e autocertificazioni chilometriche di dubbia natura. «Quel che è certo» spiegano in procura «è che non si può essere contemporaneamente in due luoghi diversi».  Ma ormai il pulsante dell’autodistruzione, almeno sul piano dell’immagine, è stato schiacciato”.

Monti: lascerò ad altri il governo Casini boccia Bersani premier. Scrive Rita Querzé:

” «Quando lasceremo ad altri nei prossimi mesi il governo, spero che consegneremo un Paese un po’ più rasserenato e un po’ meno rassegnato». Con queste parole — pronunciate dal palco milanese del Forum per la cooperazione internazionale — ieri Mario Monti ha messo il freno agli entusiasmi di chi già pensava a un suo bis a Palazzo Chigi.
Meno di una settimana fa il presidente del Consiglio aveva aperto uno spiraglio a questa ipotesi. Le parole precise: «Prenderei in considerazione un secondo mandato solo in circostanze particolari e se richiesto dalle forze politiche in campo». Una disponibilità condizionata accolta con favore da Luca Cordero di Montezemolo. Il presidente della Ferrari, in un’intervista sul Corriere di domenica scorsa, ha auspicato «la nascita di una forza riformatrice e liberale per dare consenso elettorale al percorso avviato da Monti». Sempre domenica Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini hanno lanciato l’idea di una «Lista nazionale per l’Italia». Un progetto che, come esplicitato dallo stesso Casini, «potrebbe trovare un naturale interprete proprio nella disponibilità di Monti ad andare avanti nel cammino di governo». Ora il cauto passo indietro del presidente del Consiglio non fa cambiare idea a Casini sulla necessità di un Monti bis”.

La prima pagina de La Repubblica 2-10-12

La Repubblica 2-10-12

La Repubblica: “Subito il decreto taglia-Province”. Sprechi, il governo accelera ecco il decreto taglia-province il via libera a fine ottobre. Articolo di Annalisa Cuzzocrea:

Per approfondire: “Fatture gonfiate o false”: Fiorito indagato anche a Viterbo, ipotesi calunnia e falso

“Sulle province non c’è più tempo da perdere. Il governo ora ha pronto un decreto, che sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri già venerdì 26 ottobre. «Tutto quello che sta accadendo – dice Filippo Patroni Griffi – conferma che bisogna andare avanti. La nostra intenzione è di procedere in maniera ferma, ma senza demagogia ». E quindi, sembra proprio difficile — nonostante le lamentele degli interessati — che l’esecutivo possa derogare dai requisiti richiesti perché una provincia rimanga in vita: almeno 2.500 chilometri quadrati e 350mila abitanti. Gli scandali emersi in questi giorni hanno datio un’ulteriore scossa. «In passato si è parlato tanto, ma alla fine le province aumentavano sempre — spiega il ministro della Funzione Pubblica — noi invece dobbiamo superare i conservatorismi locali. Non ci sono alternative a questo percorso ». E promette: «La nostra intenzione è quella di coinvolgere tutti i livelli di governo ».
Ieri i Comitati delle autonomie locali (Cal) di quattro regioni hanno votato sul riordino. Cercando, in alcuni casi, di forzare la legge. Chiedendo deroghe. Pretendendole, quasi”.

Dall’Emilia alla Calabria, spunta “l’uomo per tutte le Regioni”. Inchiesta di Caterina Giusberti:
“Spulciando tra le spese della Consulta degli emiliano- romagnoli nel mondo (4 milioni di euro stanziati dalla Regione Emilia-Romagna dal 2009 a oggi) capita anche di imbattersi in personaggi come Marcelo Gabriel Carrara, 31 anni, residente a Mar del Plata, Argentina. Che si potrebbe definire un uomo per tutte le Regioni. Marcelo infatti, oltre ad essere “consultore”, come si dice, della Consulta emiliana fin dalla sua istituzione, nel 2006, è infatti anche consultore e presidente del consiglio dei giovani molisani nel mondo («ma l’ultima riunione si è tenuta nel giugno 2011»,
precisa) e membro dell’associazione dei veneti nel mondo. Ma non basta. Marcelo, contemporaneamente, lavora anche in diversi programmi radiofonici per italiani all’estero, da “Pronto Calabria”, a “Parola Triveneta” fino a “Radio Emilia-Romagna”, per cui cura anche il sito internet. E negli ultimi tempi, per non farsi mancare nulla, insieme alla Regione Veneto si è anche specializzato nella creazione di un festival del cinema che ricordasse ai veneti emigranti i fasti del Lido. «La settimana del cinema veneto si è tenuta a Mar del Plata dal 2007 ogni anno, ultimamente sta diventando un festival di tutto il cinema italiano», spiega”.
La prima pagina de Il Giornale 2-10-12

Il Giornale 2-10-12

Il Giornale: “Bersani, che botta”. Editoriale di Vittorio Feltri:

“Era nell’aria da tempo,ora è nei fatti: la Procura di Monza ha chiesto il rinvio a giudizio di Fi­lippo Penati, consigliere regio­nale della Lombardia, ex sindaco di Se­sto San Giovanni, ex presidente della Provincia di Milano, ex capo della segre­teria politica di Pier Luigi Bersani. Le ac­cuse: corruzione, concussione e finan­ziamento illecito ai partiti. Le vicende cui esse si riferiscono sono note: un pre­sunto giro di tangenti sulle aree ex Falck e Marelli. Attenzione: anzitutto, non è si­curo che la richiesta di rinvio a giudizio venga accolta dal Gup e,quand’anche lo fosse,non significherebbe che l’imputa­to sia colpevole. Rimarrebbe da celebra­re il processo, che Penati ha annunciato di volere con rito abbreviato, convinto di avere argomenti difensivi per essere sca­gionato. Detto ciò, questa è comunque una brutta botta per il Partito democratico”.
 
Il federalismo della sinistra? Ci è costato 89 miliardi in più. L’inchiesta di Stefano Filippi:
“La scorsa settimana ha get­tato la spugna perfino Pier Luigi Bersani: la confusio­na­ria riforma del Titolo V della Co­stituzione, varata dal centrosini­stra tra il 2000 e il 2001 con appena quattro voti di maggioranza, è da buttare. A Palazzo Chigi comanda­va Giuliano Amato, Bersani era mi­nistro dei Trasporti, e a volere for­tissimamente quella specie di fe­deralismo erano stati i dioscuri del­l’Ulivo, Walter Veltroni e France­sco Rutelli, per inseguire i voti del­la Lega Nord. Sparì ogni verifica sulle spese delle regioni per rispet­tare la loro autonomia. E vennero trasferite competenze senza leggi attuative. Quanto è costato all’Italia il fede­ralismo fuori controllo targato cen­trosinistra?”.
Il Fatto Quotidiano: “Tangenti, record mondiale. Corruzione, legge di facciata”. Italia o Spagna purché se magna. Editoriale di Marco Travaglio:
“Da giorni, a Madrid, migliaia di persone manifestano davanti al Parlamento contro un governo che non sa far altro che tagliare sulla pelle dei lavoratori e degli onesti per salvare le banche. Eppure il governo Rajoy è stato appena eletto dagli spagnoli, mentre il nostro no, anzi si lavora per fotocopiarlo nella prossima legislatura infischiandosene del piccolo dettaglio chiamato elezioni. Ma davanti a Palazzo Chigi, a Montecitorio e a Palazzo Madama nessuno protesta. Nemmeno dopo aver visto la galleria di mostri messa in scena da Report, nella puntata di Bernardo Iovene sugli “onorevoli” condannati e inquisiti, con avvocati al seguito, che dovrebbero votare la legge anticorruzione. Il pluripregiudicato Del Pennino: “Non sta a me stabilire se un condannato possa stare in Parlamento, sono troppo coinvolto”. Povera stella. L’imputato (per corruzione aggravata da finalità camorristica) Landolfi: “Per me non dovrebbe starci neanche un indagato per reati minori, come all’estero”.
La Stampa: “Arriva il nuovo redditometro”. Chi si nasconde dietro l’agenda Monti. Editoriale di Luca Ricolfi:
“Mi capita raramente di pensarla come Alfano o come Bersani, ma questa volta ho l’impressione che un po’ di ragione ce l’abbiano.
Ai segretari dei due maggiori partiti italiani non è piaciuta l’uscita di Monti, che l’altro ieri si è detto disponibile – se molto pregato – a riaccomodarsi sulla sedia di Palazzo Chigi dopo le elezioni politiche. Certo, in pubblico Bersani e Alfano parlano in modo cortese e politicamente forbito, ma la sostanza del loro discorso è chiara, e anche parecchio ruvida: «Caro Monti, grazie del lavoro svolto fin qui, ma se vuoi fare il presidente del Consiglio anche dopo le elezioni del 2013, allora devi chiederlo esplicitamente agli elettori, o facendo un partito tuo, o facendoti candidare da un partito altrui». Insomma, una sorta di «è la democrazia, bellezza!», rivolto al Presidente del Consiglio”.
Il Sole 24 Ore: “Fmi: meno tasse sul lavoro”. Infrastrutture, ora un mercato dei capitali. Editoriale di Alberto Quadrio Curzio:

“Per orientare la crescita europea (che oggi non c’è) alla strategia «Europa 2020» per uno sviluppo «intelligente, sostenibile e inclusivo» la Commissione europea ha presentato nell’ottobre 2011 un progetto di strumenti finanziari innovativi basati su una comune «piattaforma di titoli azionari e di debito della Ue». La proposta (o più propriamente la «comunicazione») della Commissione è indirizzata al Parlamento e al Consiglio europeo per la formulazione del bilancio della Ue 2014-2020 e per la modifica della regolamentazione finanziaria associata. La Commissione ha anche rafforzato a fine luglio questa iniziativa per sperimentare subito un’emissione pilota di project bond supportati dalla Ue e dalla Banca Europea per gli investimenti (Bei) per finanziare progetti di investimenti a lungo termine (Ilt)”.

 

La prima pagina de Il Messaggero 2-10-12

Il Messaggero 2-10-12

Il Messaggero: “Lazio, nuova inchiesta”. L’esigenza di ridurre le tasse sul lavoro. Editoriale di Gian Maria Gros-Pietro:

Vorrei sostenere due tesi: la prima è che l’idea del professor Giavazzi di eliminare gran parte degli incentivi alle imprese va appoggiata e attuata; la seconda che un buon utilizzo del risparmio ottenuto consiste nel ridurre l’onere fiscale su chi produce. A favore della prima tesi militano diverse ragioni. Bisogna sapere che i soldi che lo Stato investe per incentivi alle imprese finiscono ad esse solo in parte. Una quota non piccola la spende la pubblica amministrazione per gestirli, aumentando il fardello burocratico. Un fardello burocratico simmetrico prolifera dentro le imprese, per produrre i documenti indispensabili a ottenere e gestire gli incentivi. C’è poi un «terziario» costituito di intermediari specialisti dell’incentivo, senza i quali le probabilità di ottenerlo e incassarlo per davvero si riducono: anch’essi prelevano la loro brava fetta dai progetti che si accalcano per ottenere l’incentivo, come i coccodrilli che aspettano gli gnu al guado”.

Intervista di Marco Conti al sindaco di Roma Gianni Alemanno:

Per approfondire: Alemanno rassegnato sul Pdl: “Troppe faide meglio dividersi”

Monti ha svolto un lavoro importante, rappresenta quindi per tutto il centrodestra un’ipotesi che non va scartata. Ha dimostrato, in un momento difficile, indubbie capacità di leadership. Fra noi e la sinistra le differenze sono nette e il prossimo governo deve fare con chiarezza delle scelte che rimettano in moto lo sviluppo del Paese. Occorre quindi mettere in cantiere un nuovo centrodestra in grado di proporre, non solo a Monti ma a tutti i cittadini, un progetto chiaro”.