Frequenze tv, rispunta lo sconto a Mediaset. Aldo Fontanarosa, Repubblica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2015 10:49 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2015 10:49
Frequenze tv, rispunta lo sconto a Mediaset. Aldo Fontanarosa, Repubblica

Frequenze tv, rispunta lo sconto a Mediaset. Aldo Fontanarosa, Repubblica

ROMA – “E’ caos sul canone frequenze – scrive Aldo Fontanarosa di Repubblica – E Mediaset è oggi più vicina all’obiettivo che persegue da quasi due anni. E cioè pagare meno, molto meno come fitto allo Stato per le frequenze televisive che utilizza. Nella peggiore delle ipotesi, il gruppo Berlusconi verserà all’erario 13 milioni di euro l’anno (contro gli oltre 20 che ha pagato nel 2012).
Da dicembre, il governo Renzi ha lavorato ventre a terra su questo dossier. Ma ieri, nel momento della verità, è saltato l’emendamento al decreto Milleproroghe, all’esame alla Camera, che avrebbe impresso una svolta alla vicenda”.

Scrive Aldo Fontanarosa: L’emendamento – scritto al ministero dello Sviluppo – avrebbe tolto la competenza a decidere sul canone al Garante per le Comunicazioni (AgCom) e la avrebbe restituita al governo, legittimato così a scrivere una legge in materia. E questa legge, almeno nelle dichiarazioni pubbliche, avrebbe cancellato o quantomeno attenuato ogni sconto a Mediaset e alla stessa Rai. Ma il percorso, caduto l’emendamento di ieri, sembra interrotto (…)
Chiamato a scendere in campo, il governo fa una prima mossa a Natale 2014. Un decreto ministeriale (dello Sviluppo Economico) neutralizza la delibera del Garante (di settembre). Questo decreto ministeriale chiede a tutti gli editori di versare un anticipo del canone, in attesa che l’esecutivo vari una legge definitiva. E il 5 febbraio il governo fa la sua seconda mossa: propone un emendamento al decreto Milleprioroghe, in commissione Affari Costituzionali della Camera. Ma subito deflagra la polemica politica, con Forza Italia che accusa Renzi di intervenire solo perché è appena saltato il Patto del Nazareno sulle riforme. L’esecutivo prende fiato e lavora a un secondo emendamento. Ieri sera, però, tutto si ferma per volontà del ministero della Economia. Il ministero ritiene che la delibera del Garante, per quanto imperfetta, assicuri un gettito sicuro all’erario fino a 44 milioni. L’emendamento si limita a trasferire il potere in materia dal Garante al governo, senza certezze sulle entrate. Di qui lo stop. E il caos è servito.