Dal g8 di Genova la destra copre i violenti in divisa. Enrico Fierro, Fatto Quotidiano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Maggio 2014 8:15 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2014 8:16
Dal g8 di Genova la destra copre i violenti in divisa

Dal g8 di Genova la destra copre i violenti in divisa

ROMA – “C’erano anche Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa – scrive Enrico Fierro del Fatto Quotidiano – Erano seduti nelle prime file della platea del congresso-scandalo del Sap, il Sindacato autonomo di polizia; quando è scattato l’applauso per gli agenti condannati per la morte del ragazzo Federico Aldrovandi non erano presenti, ma a caldo non hanno fiatato, non si sono indignati”.

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L’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa non si è scandalizzato quando uomini dello Stato, poliziotti che hanno il compito di far rispettare la legge, si sono scagliati contro una sentenza della Corte di cassazione. “Se quell’applauso va ai poliziotti che spesso sono oltraggiati, capisco la rabbia che esplode. Certo, non era il momento migliore”, si è limitato a dire. Cosa c’entri la standing ovation da curva sud a quattro agenti condannati in via definitiva per aver provocato la morte di un ragazzo durante un normale controllo di sicurezza con “l’oltraggio”, forse La Russa ce lo spiegherà un’altra volta. Maurizio Gasparri, invece, giudica “inopportuno” l’applauso, ma ci invita a riflettere “sul momento di profondo stato di frustrazione della polizia di Stato”. Da vent’anni è così. Da quando Silvio Berlusconi sdoganò gli ex balilla del Msi di Giorgio Almirante, la destra cerca e pesca consensi nel corpo ampio delle forze di polizia. Sono stati al governo, hanno avuto ministri dell’Interno, della Difesa e delle Finanze, ma la condizione di chi sta per strada ad assicurare l’ordine pubblico e a combattere la criminalità organizzata, non è migliorata. Un poliziotto italiano appena assunto porta a casa sui 1. 200 euro al mese, molto meno dello stipendio di un suo collega tedesco o francese, per non parlare degli straordinari pagati in ritardo e poco. Lo stop dei concorsi fa mancare all’appello delle forze di polizia almeno 13 mila agenti, un dato che fa svettare in modo allarmante l’età media dei poliziotti: 47 anni per i sovrintendenti, 49 per gli ispettori, 39 per gli agenti. Da almeno 15 anni, poi, nel reclutamento si privilegiano i volontari che hanno fatto il militare nelle missioni all’estero. “È questo il fatto – sostiene il sociologo Salvatore Palidda – che più palesemente mostra la militarizzazione della polizia”. Insomma, un notevole passo indietro rispetto alla smilitarizzazione che fu alla base della riforma degli anni Settanta, che la sinistra non ha mai contrastato. SOLDI POCHI, disagi tanti, ma copertura politica massima quando la polizia sbaglia. Tutto iniziò dal G 8 di Genova e da quelle otto ore passate in una caserma, il centro operativo delle operazioni, da Gianfranco Fini, allora presidente della Camera. Una presenza i cui motivi non sono stati mai chiariti fino in fondo. Furono i giorni dei pestaggi in piazza, delle cariche indiscriminate contro pezzi di corteo pacifici, dei black-bloc lasciati agire indisturbati, dell’assalto alla scuola Diaz, e delle torture di Bolzaneto, e forse avrebbero richiesto un atto di coraggio del Parlamento, una Commissione d’inchiesta. “Non la faremo mai – tuonò Gasparri – basta attacchi alle forze dell’ordine”. Il centrosinistra abbassò la testa e le Camere si limitarono ad approvare un Comitato di indagine parlamentare, presieduto da Beppe Pisanu che non produsse neppure uno straccio di verità. Il Sap è il secondo sindacato dei poliziotti italiani, quello più a destra. Se oggi il suo rieletto segretario, Gianni Tonelli, si può consentire dichiarazioni ributtanti come quelle sugli applausi agli agenti del caso Aldrovandi (“Tutti i giorni muoiono giovani sulle strade, ma non diamo la colpa alle strade”), è perché ha la certezza di avere coperture eccellenti. Anche Angelino Alfano, che ieri ha giustamente fatto la voce grossa con il sindacato cancellando incontri già fissati, ha strizzato l’occhio a Tonelli e al Sap dopo i recenti scontri di Roma. Ma c’è qualcosa di più profondo nell’atteggiamento dell’ala destra del sindacalismo di polizia, e fa riferimento a una lotta tutta interna al Viminale. Ormai non è più un mistero che il capo della Polizia non piace a molte sigle. Ieri il Consap, altra confederazione autonoma, ha aperto le danze. “Pansa non può essere il nostro capo, dopo il cretino (rivolto all’agente che calpestò la ragazza a terra negli scontri di Roma, ndr), definisce vergognoso un semplice applauso”.