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Gaetano Pecorella: “Cassazione? Il Pdl esagera per spaventare i giudici”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Luglio 2013 14:39 | Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2013 14:45
Gaetano Pecorella: "Cassazione? Il Pdl esagera per spaventare i giudici"

Da destra: Gaetano Pecorella, Silvio Berlusconi e Niccolò Ghedini in una foto LaPresse del 2003

ROMA – Gaetano Pecorella: a chi vuole un’opinione critica sulle strategie difensive di Berlusconi e dei suoi avvocati, o sulle strategie politiche del Pdl, basta chiamare l’ex legale di fiducia di Berlusconi ed ex deputato Pdl, che nel novembre del 2012 è uscito dal Pdl per abbracciare un mese dopo l’agenda Monti.

Francesco Grignetti de La Stampa non si è fatto sfuggire l’occasione di sentire Pecorella a proposito dell’Aventino minacciato dai pidiellini dopo la decisione della Cassazione, che ha fissato con qualche settimana d’anticipo l’udienza del processo che vede imputato Berlusconi per reati fiscali:

«Bah, non considero la questione così fondamentale».

Avvocato, lei mostra un invidiabile aplomb. Ma qui si è minacciato l’Aventino parlamentare.

«Sa, mi vengono in mente le parole dell’Amleto, che cito liberamente: se uno vuole fare la guerra, le ragioni si trovano anche in un filo d’erba. La Cassazione ha semplicemente applicato la legge, trasferendo la trattazione alla sessione feriale perché c’era un rischio di prescrizione. Tutto qui. E non vedo grandi cambiamenti se la causa si discuterà il 31 luglio o, per ipotesi, si fosse trattata il 16 settembre. I termini della questione non cambiano granché. Se la Cassazione, Dio non voglia, confermasse la condanna per il presidente Berlusconi, ebbene, il problema politico sarebbe lo stesso sia se ciò avvenisse il 1 agosto sia il 17 settembre».

Lei non vede, insomma, tutto questo scandalo. Trova corretta la decisione della Cassazione?

«C’è ben poco da dire. È quanto prevede la legge: se si rischia una prescrizione nei 45 giorni successivi alla fine del periodo feriale, che termina il 15 settembre, la Cassazione è tenuta ad accelerare la trattazione della causa e ad affidarla alla sezione feriale. È un passaggio tecnico. Che cosa c’entri qui il Parlamento, che è un organo sovrano e primario dello Stato, francamente non lo capisco. Né che cosa c’entri il governo, peraltro. Per dirla tutta, mi pare una modesta scusa per attaccare il governo da parte di chi, nel centrodestra, non l’ha mai digerito». […] «Mi limito a dire che una prescrizione, parziale o totale, è sempre una sconfitta. Un intero processo va avanti per finire all’improvviso nel cestino senza terminare con una sentenza, di assoluzione o di condanna. Non penso che ci sia chi possa fare il tifo per una prescrizione, parziale o totale che sia».

Il professor Coppi lamenta in questa accelerazione della Cassazione una lesione ai diritti sostanziali, non formali, della difesa.

«Capisco bene il suo disappunto. Fissare la causa a una data così ravvicinata è un trattamento giugulatorio. L’avvocato fa bene a protestare. Ma i politici, scusi, che c’entrano?. […] Secondo me, nulla. A meno che qualcuno non abbia fatto il seguente calcolo: se facciamo così tanta cagnara su un passaggio in fondo inoffensivo come la fissazione dell’udienza, figurarsi nel caso di un’eventuale sentenza di condanna. Un modo di fare pressioni sui giudici. È la stessa logica, in fondo, di chi organizza le manifestazioni di piazza davanti ai tribunali. Logica che a Berlusconi fa più male che bene, secondo me. Ma tant’è».