Garanzia Giovani flop in Campania: la fabbrica non può assumere disoccupati…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 novembre 2014 9:58 | Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2014 10:00
Garanzia Giovani flop in Campania: la fabbrica non può assumere disoccupati...

Garanzia Giovani flop in Campania: la fabbrica non può assumere disoccupati…

NAPOLI – Assumere un giovane disoccupato accedendo a Garanzia giovani in Campania è praticamente impossibile. Mike Taurasi, titolare di una fabbrica di lavorazioni meccaniche, ha raccontato Gian Antonio Stella del Corriere della Sera l’odissea vissuta per assumere due giovani a tempo indeterminato sfruttando il piano di aiuti Garanzia Giovani. Odissea conclusa con l’assunzione di un solo giovane, senza inventivi e senza usufruire dei fondi stanziati alla Regione.

La storia di Taurasi inizia ad aprile nella regione Campania, quando in altre regioni i fondi sono già stati utilizzati:

“Fu allora che Mike e suo fratello, che nel 2010 hanno messo su a Manocalzati, vicino ad Avellino, la «Taurasi Engineering», una fabbrica specializzata in lavorazioni meccaniche di precisione, progettazione e realizzazione di impianti di automazione e robotica, cominciarono a informarsi: «Ci fu risposto che non era ancora il momento. Sia il sito web nazionale sia quello regionale, per settimane e settimane, hanno raccolto solo i dati dei ragazzi che si offrivano».

A luglio, «appena ho potuto iscrivermi come azienda, mi son registrato a “ClickLavoroCampania” e ho inserito i profili delle prime figure professionali che cercavo, un ingegnere meccanico e un operaio. Da assumere con un contratto a tempo indeterminato». Mica precari: a tempo indeterminato. «Ho avuto un po’ di riscontri e abbiamo fatto un primo incontro con alcuni giovani. I quali subito dopo si son presentati ai Centri per l’impiego locali (Avellino e Battipaglia) per il primo colloquio d’inserimento. A quel punto abbiamo cominciato ad aspettare, aspettare, aspettare…».

Macché, attesa inutile. Finché, visto che il centro per l’impiego non aveva informazioni su come procedere, «preso dallo sconforto e dalla rabbia, ho contattato l’Arlas, l’agenzia per il lavoro regionale: l’iscrizione a “ClickLavoroCampania” non bastava, dovevo iscrivermi pure a www. bandidg11.regione.campania.it, il sito dei bandi regionali, per accreditarmi “all’attivazione dei tirocini”». Fatto anche questo. Compresa la procedura con firma digitale.

Niente da fare. I fratelli Taurasi, che per ogni assunzione a tempo indeterminato dovrebbero ricevere dai quattro ai cinquemila euro, sono ancora lì, in attesa. E un eventuale tirocinio iniziale? «Sono ancora lì a farci l’esame del sangue. Tutto paralizzato. A un certo punto non potevamo più aspettare. E ci siamo rassegnati a fare la prima assunzione senza aspettare gli incentivi. E finirà così, probabilmente, anche con la seconda»”.

Oltre 1,5 miliardi di euro sono stati stanziati per Garanzia giovani e non tutti sono rimasti con le mani in mano:

“C’è chi come la Lombardia ha puntato quasi un terzo delle risorse (52 milioni su 178) sui bonus agli imprenditori disposti ad assumere ragazzi, chi come il Piemonte («Fior di studi ci dicono che se un’azienda vuole assumere non rinuncia se poi non ha quel piccolo incentivo», spiega Sergio Chiamparino) sulla formazione. «Quella seria, ovviamente: su misura delle richieste del mercato», precisa l’assessore al lavoro Giovanna Pentenero. Cioè non quella che forma «barman acrobatici» o «esperti di abbronzatura artificiale». Fatto sta che a Torino e dintorni, per capirci, i tirocini nelle imprese private sono partiti da mesi”.

In Campania invece la situazione è ben diversa:

“La Campania, che aveva in dote più soldi di tutti (191 milioni), ha deciso di metterne una montagna (45 e mezzo) sull’«accoglienza», distribuendo cioè una pioggia di prebende a una folla di società anche dei sindacati che fanno a pagamento lo stesso lavoro (in pratica: il primo colloquio) fatto «gratis» dai centri per l’impiego pubblici, dove i funzionari si lamentano: «Giriamo a vuoto, colloqui su colloqui senza prospettive perché è tutto bloccato».

Seguono 24 milioni sui corsi di formazione (che videro la Regione anni fa lanciare perfino un corso per veline tivù!), 39 sull’«accompagnamento» (cioè secondo colloquio anche questo in concorrenza coi Centri per l’impiego), 30 sui tirocini (tutti negli uffici pubblici, che come è noto poi non assumeranno per il blocco del turn-over), 30 sul servizio civile e zero (zero: almeno per ora) sui bonus nei quali speravano i fratelli Taurasi e altri giovani imprenditori”.

E sul quotidiano il Mattino i titoli riassumono la situazione:

“«Lavoro, fallito il piano giovani. Pochi iscritti, flop di posti offerti». Stefano Caldoro, il governatore, contesta: «Siamo partiti in ritardo, ma nessuno ha accelerato quanto noi». Il governo, per bocca di Graziano Delrio, pare pensarla diversamente. E lancia messaggi ultimativi: o le Regioni si danno una mossa o Roma potrebbe riprendersi soldi e deleghe scavalcandole…”