Generali, Scaroni incontra i vertici e si dimette dal cda. Andrea Greco, Repubblica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 ottobre 2014 9:09 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2014 9:09
Generali, Scaroni incontra i vertici e si dimette dal cda. Andrea Greco, Repubblica

Generali, Scaroni incontra i vertici e si dimette dal cda. Andrea Greco, Repubblica

ROMA – “Paolo Scaroni – scrive Andrea Greco di Repubblica – si dimette dal consiglio delle Generali. L’ex ad dell’Eni, e prima dell’Enel, s’era autosospeso dal cda dell’assicuratore triestino il 15 maggio, dopo la condanna a tre anni in primo grado per disastro ambientale che a marzo il tribunale di Rovigo gli comminò per la centrale Enel di Porto Tolle”.

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La decisione, comunicata in poche righe dall’azienda, è motivata con «impegni lavorativi che rendono difficile svolgere con la dovuta dedizione l’incarico di consigliere e potrebbero determinare eventuali conflitti d’interesse». Nessun riferimento alla condanna, da cui derivava la sospensione. Consigliere dal 2007, Scaroni presiedeva il comitato remunerazioni, ed era membro dei comitati governance e nomine. Da luglio Scaroni è poi presidente vicario della banca d’affari Rothschild.
La lettera è arrivata al presidente Gabriele Galateri ieri, ma era in gestazione da lunedì, quando Scaroni aveva incontrato l’ad Mario Greco e il presidente per informarli del proposito di dimettersi. «Con grande rammarico ho accolto la decisione ha detto Galateri – Scaroni ha sempre dato uno straordinario positivo contributo ai lavori del consiglio, grazie alla notevole esperienza acquisita in società di livello internazionale. Lo ringrazio a nome del cda e dell’ad Greco per l’apporto di questi anni». Come da normativa, spettava all’assemblea di Generali, convocata ad hoc il 14 ottobre, decidere se reintegrarlo o meno. E in punta di diritto Scaroni avrebbe potuto tornare al suo posto, se avesse ottenuto la metà più uno dei voti dei presenti. Le proiezioni erano a lui favorevoli, grazie al previsto sostegno del nocciolo duro di soci italiani. A complicare l’iter è emersa la contrarietà degli istituzionali, padroni di metà delle quote a Trieste: i consulenti Iss, Frontis e Glass Lewis si erano detti contro il reintegro: Iss aveva «sufficienti dubbi sulla capacità di Scaroni di sovrintendere efficacemente il management, e operare nell’interesse degli azionisti». Anche i consiglieri più sensibili alle istanze del mercato, con la rappresentante dei fondi Paola Sapienza, erano contrari; e le incognite sulle altre inchieste giudiziarie che coinvolgono il manager – è indagato per presunta corruzione di Saipem in Algeria e di Eni in Nigeria – creato ulteriore preoccupazione tra gli investitori e a Trieste.
Per non giungere a una poco opportuna spaccatura assembleare, e spronato dal primo socio Mediobanca, Scaroni ha scelto il passo indietro. Sembra abbia avuto un peso anche la volontà di non fare ombra al figlio Bruno, manager stimato da Greco che l’ha appena nominato ad e dg della controllata Europ Assistance Italia, dopo che un anno fa lo aveva messo a capo della distribuzione di Generali Italia.