Genova, in taxi per andare a scuola. Mariana Rebaudo, La Stampa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Agosto 2014 13:34 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2014 13:34
L'articolo della Stampa

L’articolo della Stampa

ROMA – “Addio scuolabus, arriva il taxi – scrive Mariana Rebaudo della Stampa – Gli scolari genovesi sono pronti a salire sulle auto pubbliche, pagando una tariffa da tre a otto euro, a seconda della tratta”.

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E’ il costo intorno al quale stanno ragionando la giunta comunale di Genova e la Cooperativa Radio Taxi del capoluogo ligure per varare il servizio che dal prossimo settembre molto probabilmente andrà a sostituire il vecchio (e ormai quasi rottamato) scuolabus.
A richiedere questo servizio è la stessa conformazione della città ligure, una «città in verticale» per citare il poeta Giorgio Caproni. «Proprio le zone collinari di Genova, che i mezzi pubblici non riescono a coprire per intero sono le aree dove la domanda è più forte» spiega Stefano Benassi, presidente della Cooperativa dei tassisti. Impegnato a individuare con l’assessore comunale al traffico Anna Maria Dagnino la formula giusta che consenta a tutti di utilizzare quello che il Comune a Genova è già stato chiamato lo «scuola-taxi».
Attenzione ai costi, però. Perché in questi tempi di crisi anche la tariffa minima, tre euro al giorno per andata e ritorno, può risultare indigesta a più di una famiglia. E proprio su questo particolare si è già innescata qualche polemica. Otto euro al giorno sono un costo troppo alto, secondo molti.
«Bisognerà radunare i ragazzini di una stessa zona, così da dividere il prezzo della corsa – prosegue Benassi -. In questo modo, oltre tutto, si contribuirà anche ad alleggerire il traffico in alcune ore cruciali della giornata». Ma il Comune di Genova, oltre a pensare ai conti propri prima di rottamare lo scuolabus, deve calcolare bene anche le ricadute sui bilanci familiari.
I baby passeggeri ai quali è destinato il trasporto scolastico via taxi sono gli studenti di elementari e medie. Dati Istat alla mano i funzionari della Pubblica istruzione stanno facendo i conti per ricavare il possibile bacino di utenza. Alla fine, il totale dei potenziali passeggeri parte dalla cifra di circa 41 mila. Sono i giovanissimi genovesi di età compresa tra i 6 ed i 14 anni.
Basterebbe un’adesione davvero minima, meno dell’uno per cento, per arrivare ad un gruppo di 400 piccoli clienti giornalieri e il progetto potrebbe funzionare.
Lo «scuola taxi» in realtà a Genova è già stato attivo, ma si parla di circa vent’anni fa e con caratteristiche diverse: veniva utilizzato infatti per famiglie in difficoltà delle periferie. Grazie ai (all’epoca) sostanziosi contributi comunali arrivò a servire ben 650 bambini.
Altri tempi, perché oggi le casse di Palazzo Tursi languono ma è chiaro che qualche intervento da parte del Comune rà necessario, «non con denaro, ma con una mediazione per arrivare a tariffe calmierate – osserva l’assessore Dagnino -. E’ comunque un’iniziativa interessante, con prezzi trasparenti, che può integrare il servizio pubblico, del quale anche i taxi fanno parte. Per questo, spero che a settembre possa decollare».