Giorgia Meloni e i profughi di Eraclea, La Stampa: “Dice bufale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 luglio 2015 15:34 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2015 15:35
Giorgia Meloni e i profughi di Eraclea, La Stampa: "Dice bufale"

Giorgia Meloni e i profughi di Eraclea, La Stampa: “Dice bufale”

ROMA – Qualche giorno fa Giorgia Meloni è intervenuta sulla vicenda dei profughi ospitati a Eraclea (Venezia) che hanno protestato contro le condizioni in cui vivono buttando in strada i vassoi con la cena portata dai volontari. Nel post su Facebook la Meloni ha scritto:

“A chi si lamenta e nel 90% dei casi non ha diritto all’asilo politico e alle ”solidali” cooperative che hanno trasformato l’immigrazione un business, ricordo che lo Stato italiano spende 30 euro al giorno per immigrato. Soldi che l’Italia non prevede invece per i suoi anziani, per i disoccupati, per le famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese e a mettere in tavola la cena”. Poi ha laciato un appello contro Matteo Renzi: “Al Governo invece chiedo: avete già messo in ginocchio Eraclea, la sua immagine di località turistica e gli operatori del settore con le vostre folli politiche sull’immigrazione. Dopo l’ennesima protesta di ieri continuerete a dormire o vi svegliate?”.

Francesco Zaffarano, su La Stampa, risponde punto per punto alla Meloni e parla di 3 “bufale”. Ecco cosa scrive:

1) Lo Stato italiano dà 30 euro al giorno a ogni immigrato La storia dei 30 euro, è bene ribadirlo, è falsa: lo Stato italiano non dà soldi agli immigrati ma agli enti incaricati di gestire i centri di accoglienza. La storia dei 30 euro nasce da una (volutamente?) errata interpretazione dei bandi delle prefetture per la gestione dei centri, che prevedono un tetto massimo di spesa di 35 euro a persona accolta. Si tratta di un bando, quindi per vincerlo le cooperative presentano progetti a costi ribassati, con una diretta ripercussione sulla qualità dei servizi. Agli immigrati non viene dato neanche un euro in contanti ma un buono o una carta prepagata per un valore di 2,50 euro al giorno (ma la cifra non può superare i 7,50 al giorno per nucleo familiare, quindi se si è in quattro si ricevono soldi per tre persone e basta). Inoltre viene consegnata una tessera telefonica da 15 euro all’ingresso nel centro. Nel resto dei 35 euro (se va bene) deve starci tutto: vitto, alloggio, pulizia, affitto dei locali, vestiario, ecc.

2) Lo Stato dà i soldi agli immigrati invece che alle famiglie italiane Non è vero. Lo Stato non sposta fondi destinati alle famiglie italiane per darli agli immigrati. I fondi in questione sono stanziati in compartecipazione dell’Unione Europea, che prevede un finanziamento dei progetti di accoglienza. Se non ci fossero immigrati da accogliere non ci sarebbero quei soldi, quindi non potrebbero essere destinati ad altri fini i ogni caso.

3) Il 90% degli immigrati non ha diritto all’asilo politico Un’altra bufala, grande quanto una casa: secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero degli Interni (risalenti a febbraio 2015) le richieste d’asilo accolte sono il 51% del totale. Il 49% dei richiedenti asilo non ottiene lo status di rifugiato, non il 90%.