Giornali, le perdite in frenata

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Giugno 2015 9:01 | Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2015 9:01
Giornali, le perdite in frenata

Giornali, le perdite in frenata

ROMA – “Scenari di crescita per l’intero mercato dell’intrattenimento e dei media di qui al 2019 nell’ultimo rapporto di Pwc – scrive Andrea Secchi di Italia Oggi – In totale si parla di un valore di 2.230 miliardi di dollari (2 mila miliardi di euro) fra cinque anni (dai 1.740 miliardi di dollari del 2014, 1.560 miliari di duro), con un incremento medio all’anno del 5,1%. Il settore cambierà ancora grazie al digitale, ma per ciascun segmento PricewaterhouseCoopers mostra segnali positivi, persino per i quotidiani che tanto hanno sofferto finora”.

L’articolo di Andrea Secchi:  Nel complesso la pubblicità crescerà del 4,7% all’anno (il tasso medio nel periodo considerato), con il digitale (+12,2%) che prenderà via via una fetta più grande del totale e arriverà al 38,7% nel 2019. L’avvertenza è che stiamo parlando di previsioni a livello globale, i cui tassi di crescita risentono positivamente del dinamismo dei Paesi emergenti o di quelli che guidano la trasformazione digitale come gli Stati Uniti, mentre i singoli dati italiani (sicuramente peggiori delle medie mondiali) saranno rilasciati a settembre.

Per i quotidiani i prossimi cinque anni non segneranno un ritorno alla crescita, ma la perdita di ricavi totali si ridurrà sensibilmente, tanto che diverrà marginale dal 2017 in poi (-0,15/-0,19%). Nel 2014 il calo è stato di quasi l’1% (e qui si nota la differenza dei dati globali con l’Italia), quest’anno dovrebbe essere del -0,6%. La buona notizia è che i soli ricavi da diffusioni sembrano destinati a crescere progressivamente (si veda il grafico in pagina) e ciò grazie al fatturato da digitale che prenderà il sopravvento su quello da carta stampata. Cinque anni, in realtà, sembrano pochi per questa transizione, ma se Pwc avesse ragione, sarebbe un’ottima notizia per gli editori. Accadrà poi un fatto epocale: i ricavi da pubblicità, che caleranno via via, saranno praticamente pari a quelli da diffusioni (digitali e cartacee): se nel 2010 la pubblicità pesava nei giornali per il 54,4%, nel 2019 questa percentuale sarà del 50,7%. Il punto critico non sarà soltanto la transizione digitale ma, all’interno di questa, la monetizzazione sul mobile. Impensabile, infatti, con l’impetuosa crescita degli smartphone, non avere una strategia per questi dispositivi. Dopo anni di cali, invece, i magazine consumer torneranno alla crescita dal 2016, anche se davvero minima, con un +0,2% (…).