Giovanni Strangio, muore la madre del boss ed è giallo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2015 12:10 | Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2016 19:38
L'articolo di Ilario Filippone del Messaggero

L’articolo di Ilario Filippone del Messaggero

ROMA – Giovanni Strangio, un killer tra i più sanguinari, condannato all’ergastolo per la strage di Duisburg, e catturato dopo anni di latitanza, ha accusato i medici dell’ospedale San Camillo per il decesso della mamma. La storia è raccontata da Ilario Filippone del Messaggero.

Al centro delle accuse, il reparto di Chirurgia dell’ospedale San Camillo: «Mia madre, Antonia Alvaro, è morta perché ci sono state delle mancanze da parte del personale medico», ha messo nero su bianco Aurelia Strangio. E Giovanni in carcere avrebbe detto ai familiari: «Voglio giustizia per lei».

L’INDAGINE La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Nonostante il magistrato Marcello Monteleone abbia già disposto tutti gli accertamenti per verificare eventuali responsabilità, allo stato non ci sarebbero chirurghi nel registro degli indagati. L’inchiesta è ancora nella fase embrionale. Il cadavere della donna è stato sottoposto ad autopsia ma non si conoscono ancora i risultati. A breve, i medici legali Mario Dino Tancredi e Bertoldi Innocenzi consegneranno la relazione al pubblico ministero. Fino a quella data, gli inquirenti preferiscono non sbilanciarsi. Secondo i familiari, tutto inizia nel mese di luglio, quando Antonia Alvaro scopre di avere un tumore al pancreas. Ad agosto, la donna decide di ricoverarsi all’ospedale San Camillo, si consuma l’epilogo: dopo essere stata sottoposta a tre interventi chirurgici, la paziente muore in circostanze sospette. «Mia madre è stata più volte operata a causa del malfunzionamento del drenaggio», ha riferito ai militari dell’Arma Aurelia Strangio. L’inchiesta sulla morte della donna è coordinata dal sostituto procuratore Marcello Monteleone, il pubblico ministero che ha indagato sul decesso del cantautore napoletano Pino Daniele. Ad oggi, Aurelia Strangio è stata sentita soltanto dai carabinieri della stazione di Monteverde: «Sono qui – ha esordito davanti ai militari dell’Arma – per sporgere formale denuncia riguardo alla morte di mia madre, poiché ci sono state delle mancanze da parte del personale medico. Inoltre mi riservo la costituzione di parte civile per il riconoscimento del danno» (…).