Girolamo Pisano (M5s): “Grillo attento, le nostre liste saranno infiltrate da mafiosi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2014 8:34 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2014 8:34
Girolamo Pisano (M5s): "Grillo attento, le nostre liste saranno infiltrate da mafiosi"

Girolamo Pisano (M5s): “Grillo attento, le nostre liste saranno infiltrate da mafiosi”

ROMA – Girolamo Pisano, deputato 5 stelle, intervistato da Repubblica, è preoccupato per le prossime elezioni e teme, soprattutto, che la mafia riesca ad infiltrarsi nel movimento.

Perché dice così? Come potrebbe infiltrarsi la malavita nel Movimento?
«Le regionali saranno organizzate al solito, con una e mail che arriva agli iscritti invitandoli ad avanzare la loro candidatura. Poi ci sarà la votazione on line. L’unico requisito è inviare i documenti e la fedina penale pulita».
Un requisito non da poco.
«Ma senza un filtro fatto di conoscenza del territorio, rapporti, lavoro comune, nessuno può garantirti che una persona con la fedina penale pulita non sia invece un malintenzionato. Se io fossi un bel capo camorrista, farei iscrivere i miei familiari sul blog, creerei di fatto una struttura fantasma ufficializzata con il meet up, e alla fine candiderei qualcuno gestendo direttamente i voti sul portale. È un meccanismo facilissimo da infiltrare, e loro lo sanno».
Grillo e Casaleggio non interverrebbero?
«Non lo saprebbero. Non hanno il controllo del territorio, e lo dimostra quello che è successo in Sardegna, con ilfallimento delle liste che dovevano presentarsi, o la “guerra tra bande” in Calabria. Il problema è che questo regolamento per la selezione dei candidati è giusto, perché si propone di abbattere il muro tra politica e cittadini, ma non è capace di rendere il Movimento impermeabile ad associazioni criminali o gruppi di interesse. E questo è soprattutto vero in periferia. A livello comunale, le liste certificate di iscritti attivi sul territorio è un meccanismo che funziona meglio, e che non passa dal blog».
Serve una struttura?
«C’è, ma è assolutamente verticistica. È fatta da Grillo, Casaleggio e dai loro ufficiali di collegamento, il cerchio magico. La linea politica sui grandi temi è decisa dal blog. Sul resto lavoriamo in autonomia, ma è difficile trovare una linea comune».
Luigi Di Maio è il nuovo leader?
«È diventato il nostro rappresentante mediatico, una posizione che si è guadagnato. Il talento lo ha eletto a un ruolo che non era previsto, ma che è indispensabile. Dovrebbe essere così anche per altri, dovremmo avere un portavoce sull’economia, uno sulla giustizia, trovare dei meccanismi decisionali per darci dei ruoli, invece che farli piovere dall’alto creando scontento e divisioni».
Diventare un partito.
( Ride) «Siamo su quella strada: il tema è aperto, difficile, e mette in crisi la nostra identità».