Gossip. Marco Travaglio: Berlusconi ne ha fatto politica, Bonev inclusa

Pubblicato il 20 Ottobre 2013 9:20 | Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2013 9:20

 

Aboliamo il gossip è l’ultima trovata di Marco Travaglio, che la lancia sul Fatto di domenica 20 ottobre col titolo “Chi di gossip ferisce”.

Prima però, avverte, bisognerebbe sapere se Berlusconi è d’accordo,

“visto che il principale editore di gossip è lui; e i suoi giornali usano la vita privata altrui per bastonare o ricattare i nemici (le presunte amiche di Di Pietro, il fidanzato della Boccassini, Sircana accanto al trans, Marrazzo al festino con trans e coca, la Tulliani che guarda storto Fini…) e santificare gli amici (il finto fidanzato di Noemi inventato da Chi, i servizi posati di Silvio, Francesca e Dudù), o semplicemente per far soldi (Panorama. it : “Raoul Bova: divorzio ma non sono gay”; Chi: “Chiara Giordano: Raoul, adesso parlo io”)”.

A imporre come fatto politico, dunque pubblico, la vita privata di Berlusconi, ricorda Travaglio, fu lo stesso Berlusconi, nel 2001,

“quando diffuse in milioni di copie l’opuscolo elettorale “Una storia italiana” col ritratto edificante della Sacra Famiglia. A mandarlo in frantumi provvidero nel 2010 i casi D’Addario-Tarantini e Noemi”.

Infatto tutto cominciò da qui, in quella tiepida prmavera del 2009.

Gossip. Marco Travaglio: Berlusconi ne ha fatto politica, Bonev inclusa

Francesca Pascale e Michelle Bonev. Marco Travaglio: “Chi di gossip ferise…”

Poi Veronica Lario hiese il divorzio e

“parlò di un uomo malato che va a minorenni”

e poi ancora Ruby e il bunga bunga, le calde notti di Arcore e i soldi alle olgettine.

Nel turbine del bunga bunga Berlusconi, rievoca Travaglio, sparò:

“Da quando mi sono separato ho uno stabile rapporto di affetto con una persona che era spesso con me in quelle serate e non avrebbe consentito quegli assurdi fatti che certi giornali ipotizzano”.

“L’annuncio scatenò una guerra all’ultimo gossip fra le pretendenti al lettone, finché la Pascale si aggiudicò ufficialmente l’ambìto riconoscimento. Da allora è tutto un fiorire di servizi fotografici e giornalistici autorizzati sulla Sacra Famiglia ricomposta e prossima all’altare.

“Se Berlusconi avesse rivendicato il suo libertinaggio – “nei miei letti faccio quel che voglio” – nessuna notizia sul tema avrebbe avuto rilevanza pubblica (salvo, si capisce, reati come i rapporti prezzolati con minorenni, i ricatti delle signorine, i pagamenti delle medesime con soldi Rai o Finmeccanica cioè nostri, o corruzioni di testimoni).

“Invece usò il gossip “Berlusconi è fidanzato, ha messo la testa a posto e non fa più quelle cose” come instrumentum regni per attirare voti o evitare di perderne. Per questo, pur con tutto il disgusto del caso, i giornalisti devono verificare se l’edificante presepe è vero o falso. E dare voce a testimoni fin troppo informati sui fatti, come la Bonev, che lo smontano.

“Ma davvero qualcuno può pensare che Santoro e la sua redazione muoiano dalla voglia di sapere se alla Pascale piacciono più gli uomini o le donne? Nessuno sa se quel che afferma la Bonev è vero o no (se davvero la Pascale la denuncerà, le duellanti porteranno le rispettive “prove” e un giudice deciderà).

La Bonev è una

“assidua frequentatrice del cerchio magico (fino a pochissimo tempo fa), va purtroppo ascoltata. Anche perché sulla parte più interessante e scandalosa del suo racconto – il finto premio al Festival di Venezia allestito dal ministero della cosiddetta Cultura e il milione buttato dalla Rai per acquistare un suo film quando lei era tutt’uno con Berlusconi e Berlusconi era tutt’uno con la Rai – non c’è bisogno di prove: raccontò tutto il Fatto tre anni fa.

“E chi lo scopre oggi per sputtanarla dovrebbe spiegarci perché non lo scrisse allora, quando le doti artistiche della signora venivano decantate dalla stampa e dalle tv berlusconiane. Ma è sempre la stessa solfa, come già per la D’Addario e De Gregorio: i (e le) compari di Berlusconi sono tutti santi finché non entrano nello studio di Santoro, poi diventano diavoli.

“E tutti a scandalizzarsi: ma perché Santoro invita gente così? La risposta è scontata: perché Berlusconi frequenta gente così. E Berlusconi non è un passante né un trapassato, ma il primo grande rielettore di Napolitano, il partner decisivo del Pd nelle larghe intese e il padrone del Governo Letta (vedi Imu). O anche questo è gossip?”.