Rassegna Stampa

La grande balla di Letta, Andrea Cuomo sul Giornale

Enrico Letta

Enrico Letta

ROMA – “La grande balla di Letta”, scrive Andrea Cuomo, del Giornale, “Meno imposte per le famiglie dice Letta, ma Forza Italia lo sbugiarda. E la Rete lo sommerge di sfottò”.

L’articolo sul Giornale:

È la gran balla di fine an­no. Parole e musica di Enrico Letta, di professione presiden­te del Consiglio. Forse inebria­to da troppi brindisi natalizi il premier va su Twitter e la spa­ra grossa: «Tasse sulle fami­glie nel 2013 son scese e la ten­denza continuerà anche nel 2014. Notizia di oggi importan­te perché si consolidi trend fi­ducia ». Letta naturalmente si riferisce ai dati resi noti il gior­no prima dalla Cgia di Mestre, che registrano una diminuzio­ne media della tassazione per le famiglie pur con molte diffe­renze tra varie ti­pologie familia­ri. Ma non spie­ga che quasi tut­to il merito va al­l’abolizione del­l’Imu sulla pri­ma casa, batta­glia non certo del governo né del Pd. Ora, è vero che sui social network un po’ di esagerazione è tollerata, ma quando le fanfa­ronate arrivano dall’inquilino di Palazzo Chigi l’affare è un po’ più serio. Infatti il popolo di Twit­ter un po’ trase­cola e un po’ sfot­te. Piccolo cam­pionario di rea­zioni: «L’Iva è una tassa ed è au­mentata. La Ta­res è doppia ri­spetto alla tassa sui rifiuti. Due esempi. Perché mentire?», nota asciutta Claris­sa Martinelli. «A ridicolo! Giusto la stampa collu­sa con i potenti che ti manovra­no c­ome burattino scrivono ro­be del genere… », va giù più du­ro Gianluca Papaccio. «A forza di ripetere una bugia con l’ap­poggio dei media, qualche #Boccalone ci casca!», consta­ta Cesare Maria Ortis. «Menti sapendo di mentire», accusa Leo C. «Calma gente, so che questo tweet ispira risposte da querela, evitiamo per favore», ammonisce un simpatizzante di Beppe Grillo. «Ora la verità va querelata! Le tasse le avete aumentate, il Pd è il partito del­le tasse», ribatte Christian. E qualcuno mette in discussio­ne anche la Cgia di Mestre: «I numeri della Cgia Mestre non sono buoni neanche per il su­perenalotto (ho provato)», butta là Lorenzo D.

Ma anche la politica si preoc­cupa di riassegnare i meriti. Lo fa la deputata di Forza Italia Daniela Santanchè: «La Cgia ha ragione nel dire che gli ita­liani nel 2013 hanno pagato meno tasse. Lo devono a Silvio Berlusconi e alla battaglia fat­ta per eliminare le tasse sulla casa. Letta farebbe bene a non mettere il cappello sulle vitto­rie altrui ». Lo riafferma il colle­ga Daniele Capezzone: «La do­manda sorge spontanea: ma Letta e Alfano, in fatto di tasse, ci fanno o ci sono?». Infatti l’Imu,spiega Capezzone,«tor­na pari pari nel 2014 sotto falso nome, attraverso la compo­nente Tasi, incluse le prime ca­se. Gli italiani se ne ricorderan­no e­giudicheranno questo go­vernicchio anche per questo».
Sulla stes­sa lunghez­za d’on­da Re­nato Brunet­ta, presiden­te de­l deputa­ti azzurri: «Ri­cordiamo a noi stessi e soprattutto ricordiamo al presiden­te del Consi­glio, Enrico Letta, che quanto cal­colato dalla Cgia di Me­stre circa la pressione fi­scale relati­va al 2013 è dovuto per la quasi tota­lità all’elimi­nazione del­l’Imu sulla prima casa, misura fortemente voluta dal Pdl di Berlusconi, e avversata con de­cisione dal Pd di Bersani, dal Pd di Epifani, e non si sa quan­to dal Pd di Renzi. In seconda battuta, il calo della pressione fiscale è dovuto all’incremen­to delle detrazioni Irpef per i fi­gli a carico, misura prevista dalla legge di Stabilità dell’an­no precedente che aveva co­me relatori il sottoscritto e Pierpaolo Baretta del Pd. Que­sto per la verità storica. Per il 2014, fatti quattro calcoli, con la legge di Stabilità costruita interamente dal governo Let­ta- Alfano, con Forza Italia al­l’opposizione, la pressione fi­scale aumenterà almeno di mezzo punto. A meno che non si cambi decisamente politica economica e con la politica economica si cambi anche il governo». 

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