Grecia, Alba Dorata contro Tsipras: “Ha fallito, toccherà a noi governare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2015 0:26 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2015 0:26
Theodoros Koudounas

Theodoros Koudounas

ATENE – “Syriza ha fallito, dimostrando di non essere differente da Pasok e Nea Demokratia. La Grecia tornerà presto al voto e noi siamo pronti a prenderci la nostra responsabilità se verrà il nostro turno”. A parlare così è Theodoros Koudounas, uno dei fondatori di Alba Dorata, il partito neonazista a cui il governo ha ritirato i finanziamenti pubblici. Il partito, in Grecia è arrivato terzo prendendo il 6.9 per cento dei consensi.

I vertici del partito sono agli arresti domiciliari e sotto processo con l’accusa di avere creato un’associazione a delinquere, e di aver organizzato dell’omicidio del rapper Pavlos Fyssas e di numerose aggressioni a immigrati per le strade di Atene. Alba Dorata ha eletto comunque 17 deputati nell’ultima elezione, quella che ha decretato la vittoria di Syriza, molti dei quali possono entrare in aula solo accompagnati dalla polizia perché in libertà vigilata. Repubblica.it ha intervistato in esclusiva  Theodoros Koudounas. Blitz Quotidiano riporta di seguito quanto dichiarato dall’esponente dell’estrema destra greca.

“Molti sotto il Partenone pensano che saranno proprio i nazionalisti ellenici a guadagnare di più nelle urne dopo il compromesso di questa notte.Cosa ne pensa di questo accordo Koudounas?

“Syriza, come previsto, ha fallito. Aveva promesso di chiudere con l’austerità e i memorandum e ora ci fa approvare nuova austerità e un terzo memorandum. Ha dimostrato quello che tutti sappiamo: è uguale a Pasok e Nea Demokratia. Ha ereditato da loro anche la protezione del pubblico impiego. Parlano del popolo ma non conoscono la gente, non hanno la minima idea di come vivono davvero i greci. In sei mesi di governo non hanno combinato nulla. Se non fare leggi per gay e immigrati che tanto costano solo una firma sotto una norma”.

Dove ha sbagliato Tsipras? “Ha fatto solo un negoziato virtuale, mostrando una faccia in Europa e una diversa quando parlava ai greci. Sostengono di aver combattuto, ma non hanno portato a casa niente se non mettere in ginocchio l’economia della Grecia. Hanno promesso che avrebbero aggredito l’evasione fiscale e gli oligarchi e invece zero. Ci sarà nuova austerità, ci chiederanno interventi che l’esecutivo non riuscirà a implementare. Interverrà la Troika a imporci altre tasse e altri tagli. E tra sei mesi Atene andrà di nuovo in tilt. E allora toccherà a noi”.

In che senso? “Il nostro momento sta arrivando. La gente ci voterà. Come è successo in Finlandia, Olanda e Estonia. L’unico problema è che forse il nostro turno arriva un po’ troppo presto. Se andassimo alle urne ora saremmo appena al 12-13%, secondo i nostri sondaggi. Ma appena usciremo dal processo inscenato da Nea Demokratia contro i vertici del nostro partito vareremo una rifondazione di Alba Dorata e a quel punto varremo il 25% dei voti. Tutti hanno capito che quel processo è una messa in scena, ne verremo fuori puliti. E dietro le sbarre ci sarà chi – come Samaras & C. – ha messo in ginocchio il nostro paese”.