Grecia: il mondo impossibile di Tsipras. Paolo Baroni, La Stampa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Giugno 2015 16:22 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2015 16:22
Alexis Tsipras (foto Ansa)

Alexis Tsipras (foto Ansa)

ROMA – “Per mesi – scrive Paolo Baroni della Stampa – tutti hanno ripetuto che uscire dall’euro era impossibile: opzione non prevista. E invece oramai ci siamo arrivati. La Grecia è lì, in bilico sullo strapiombo. Oggi la Borsa di Atene, banche e uffici postali resteranno chiusi. Domani scadrà l’ultimatum del Fmi e la Grecia finirà in default”.

L’articolo di Paolo Baroni: Solo la Bce continua a sostenere le banche greche attraverso i fondi d’emergenza, ma fino a quando riuscirà a farlo sapendo che il governo di Atene non rispetta più gli impegni con suoi creditori? Difficile prevederlo. Come è difficile prevedere i contraccolpi sulle economie dell’area euro e soprattutto sulla crescita, a cominciare da quella sempre debole dell’Italia.

Si entra così nel terreno dell’ignoto. Tutto è possibile, tutto può accadere. Fintanto che la Bce garantirà il suo ombrello, con fondi adeguati e illimitati, le possibili turbolenze sui mercati dei titoli di Stato potrebbero venire attutite. E anche l’Italia, che a quel punto si ritroverebbe nella zona più a rischio, come l’ultimo o uno degli ultimi tra i Paesi periferici, e quindi teoricamente più esposti alla speculazione, potrebbe trovare un riparo sicuro. Di certo però se il mercato dei nostri Btp dovesse entrare in sofferenza per un periodo prolungato ci ritroveremmo a fare i conti con un aggravio del costo del nostro debito anziché con quel tesoretto su cui tante volte Renzi ha fatto progetti.

Ma riavvolgiamo il film della tragedia greca. Da quando si è insediato Tsipras ha messo in atto un’unica strategia: contrapporsi al resto d’Europa. Litigare. Fare di tutto per passare da vittima predestinata.

Si capiva fin dall’inizio che il nuovo governo non sarebbe stato in grado di risolvere da solo i mali del Paese, ma cosa ha fatto per uscire dal pantano in cui era finito dopo anni di bilanci allegri? Nulla. Eppure il nuovo premier greco era quello che teorizzava che «un altro mondo era possibile», ma delle politiche di sinistra non se n’è vista una. L’unica azione in qualche modo «di sinistra» messa in atto è stata quella di contrapporsi alle richieste di austerità dei creditori. Bollati alla stregua di usurai. E quindi muro su ogni richiesta. Dall’aumento dell’Iva all’innalzamento dell’età pensionabile. Che va ricordato – e noi italiani lo possiamo dire senza remore, viste le riforme che ci sono toccate negli ultimi vent’anni – per un Paese in bancarotta come la Grecia è scandalosamente bassa: appena 58 anni in media quella effettiva contro i 65 anni di legge, addirittura 56 nel settore pubblico (…).