“I migranti un grande affare” Roberto Giardina, Italia Oggi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Agosto 2015 7:00 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2015 14:08
"I migranti un grande affare" Roberto Giardina, Italia Oggi

I migranti

ROMA – I migranti sono un grande affare. Anche in Germania, dove li chiamano più esattamente e senza ipocrisie “Flüchtlinge”, fuggiaschi. Nonostante quanto crediamo, ne arrivano più che in Italia: già il doppio rispetto all’anno scorso, a fine giugno.

Come scrive Roberto Giardina su Italia Oggi,

Per fine anno ne erano previsti 400 mila, saranno di sicuro più di 460 mila. Dove sistemarli? La polizia è all’estremo delle forze, da mesi gli agenti sono impegnati al limite, e protestano. Il ministro degli interni, De Maizière, ha visitato i centri allestiti sul confine in Baviera, e ha rassicurato: «Non siamo oltre il limite, ce la faremo con la collaborazione dei volontari». Ha fatto cioè il suo mestiere di politico, ma non ha convinto nessuno.

Anche qui i movimenti di estrema destra raccolgono voti tra chi ne ha abbastanza. L’attore Till Schweiger, molto noto anche da noi, nel suo blog ha invitato alla tolleranza ed è stato sommerso da migliaia di insulti, a cui ha risposto con uguale violenza. Disordini si sono avuti in alcuni campi profughi, ma nel limite del prevedibile. E in alcuni paesi hanno dato alle fiamme preventivamente gli alloggi destinati ad accogliere i Flüchtlinge. Nessun paese accoglie tanti profughi come la Germania, riconosce l’austriaca Die Presse. E non da oggi. Le norme di accoglienza risalgono agli anni 90, e sono precise.

Chi arriva e chiede asilo viene distribuito tra i Länder, in proporzione agli abitanti delle regioni, e all’interno del Land, di città in paese, sempre in proporzione agli abitanti. C’è il divieto di spostarsi, se non si vuole perdere il sussidio, che varia di luogo in luogo perché è di competenza delle regioni e dei municipi: nel Baden-Württemberg si arriva a oltre 12 mila euro all’anno, in Renania Palatinato circa alla metà. Ed è vietato lavorare finché non viene chiarita la situazione di chi chiede asilo.

La Baviera, la più rigida verso chi arriva, ha creato campi, come a Ingolstadt, dove vengono raccolti coloro che al più presto verranno rimandati indietro. Chi proviene da un paese balcanico non ha diritto all’asilo. Ha avuto molta eco il video che mostra la Merkel accanto a una ragazzina palestinese in lacrime (il filmato è stato manipolato dagli antitedeschi). La Cancelliera ha detto la verità: la quattordicenne verrà accolta per i suoi meriti personali, ma i palestinesi non hanno diritto all’asilo. Se la Germania, con il suo passato, osasse riconoscerlo, come reagirebbe la comunità ebraica?

Nessuno ha calcolato con precisione quanto costi ogni anno accogliere i profughi. Siamo a diversi miliardi di euro. Qualcuno, inevitabilmente, ci guadagna. All’Hotel «Hamm», vicino Colonia, una stanza costa 60 euro, 80 la doppia, ma dall’aprile 2014 è esaurito: accoglie 48 Flüchtlinge, non incassa più di prima, ma il gestore è sicuro degli introiti, da un minimo di 190 mila a un massimo di 280 mila euro all’anno. E il contratto con il municipio è valido fino al 2024. Il sindaco di Mörfelden ha affittato l’hotel «Albatros», ospita 100 profughi per 464 mila euro all’anno, quanto incasserebbe se fosse sempre esaurito, ma i normali clienti hanno pretese maggiori e costano dunque di più.

Ovunque vengono ristrutturate caserme, uffici, e grandi magazzini chiusi da tempo. I Flüchtlinge sono un affare per i proprietari di residence per anziani, o di cliniche in passivo. Bergisch Gladbach ha da poco acquistato la sede di una vecchia casa editrice per 2,2 milioni di euro, e l’ha ristrutturata per accogliere 140 profughi. Cominciano a scarseggiare anche i container che vengono trasformati in alloggi (…)