Ignazio Marino, 4mila euro per sistemare una statua nel suo studio da sindaco

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Maggio 2014 12:11 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2014 12:14
Ignazio Marino

Ignazio Marino

ROMA – Una musa acefala del secondo secolo dopo Cristo. Ignazio Marino, ormai da un anno sindaco di Roma, ha brigato parecchio per ottenere questo privilegio: decorare il suo studio in Campidoglio, splendido affaccio sui Fori, con una statua antica.

E ci si è ingegnato parecchio: la statua, un blocco in marmo piuttosto pesante, ha tenuto impegnati gli operai per due giorni perché non si riusciva a farla arrivare fino allo studio, ed era così pesante che sono stati fatti lavori per rafforzare il pavimento.

La storia la racconta Paolo Fantauzzi sull’Espresso, con dovizia di particolari. In tutto sono stati spesi 4mila euro, scrive Fantauzzi.

Un episodio che merita di essere raccontato nel dettaglio, perché non sono tanto i soldi spesi a far riflettere, quanto l’evidente ordine delle priorità del sindaco di Roma. Ovvero una città in piena emergenza rifiuti, con traffico perennemente congestionato, mezzi pubblici possibilmente peggiorati e cronicamente inefficienti, gravi problemi di bilancio, cantieri della Metro C da anni e anni allo stadio, appunto, di cantieri, mentre di stazioni funzionanti nemmeno l’ombra. Così, mentre Roma accumula e cronicizza problemi, il sindaco ha avuto un bel da fare a decidere come riammodernare il suo personale studio. Scrive Fantauzzi:

In realtà il sindaco-chirurgo quella statua sulle prime nemmeno la voleva. Eletto primo cittadino e convinto che la rivoluzione annunciata in campagna elettorale dovesse farsi largo anche in Campidoglio, aveva subito chiesto di dare una sistemata allo studio lasciato in eredità da Gianni Alemanno. Via il vecchiume e spazio al nuovo, come si conviene a un sindaco dal curriculum internazionale con un passato negli States. E così, per tutta l’estate scorsa, vari storici dell’arte dei Musei capitolini hanno cercato di venire incontro al gusto estetico di Marino proponendo numerose variazioni, dal tendaggio agli arredi. «Una cosa mai vista con Rutelli né Veltroni», assicura chi ha partecipato all’operazione. «Alemanno quanto meno si era limitato a ritappezzare il divano».

Durante l’estate 2013 Marino si è quindi concentrato su arredi e tendaggi nuovi. Ma subito dopo dalla Soprintendenza gli fanno notare una grave mancanza: nella stanza del sindaco di Roma non può mancare un reperto archeologico dei fasti imperiali. Ed ecco che, dopo aver vagliato le varie possibilità, la scelta è caduta sulla musa acefala. Continua Fantauzzi:

Insomma, una stanza tutta nuova per un sindaco tutto nuovo. Ma col paradosso di non avere nemmeno un reperto dell’antica Roma, come gli ha fatto notare il soprintendente comunale Claudio Parisi Presicce: «Lei amministra Roma, non può non avere un reperto classico nel suo studio…». E così Marino ha acconsentito e la scelta è ricaduta sulla Musa acefala. Anche questa pescata da un deposito comunale: quello della centrale Montemartini, un vecchio sito industriale di recente adibito a museo di archeologia.

Tutto finito? Nemmeno per sogno. Perché la statua era talmente pesante che è stato necessario rinforzare il parquet dello studio, sostenuto da travi in legno. E per “le opere murarie necessarie per il posizionamento”, come si legge nella fattura, sono stati necessari due giorni di lavoro e 2.440 euro. Ai quali aggiungere 1.830 euro per il trasloco della scultura dal museo sulla via Ostiense al Campidoglio e per la pulitura. Totale: 4.240 euro.

La musa acefala del II secolo d.C.

La musa acefala del II secolo d.C.