“Il Berluschino”, libro di Michele De Lucia: “La rete Usa per l’ascesa di Renzi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2014 11:05 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2014 11:05
La rete Usa per l’ascesa di Matteo

“Il Berluschino”, libro di Michele De Lucia

ROMA – Esce in libreria “Il Berluschino – il fine e i mezzi di Matteo Renzi” dell’ex tesoriere dei Radicali italiani Michele De Lucia.

Il Fatto Quotidiano ne pubblica uno stralcio.

Appena approda sulla poltrona di presidente della Provincia, Renzi comincia a tessere una ragnatela di rapporti negli Stati Uniti: allaccia rapporti privilegiati non tanto e non solo con i settori progressisti del Partito democratico, ma soprattutto con gli ambienti più reazionari della destra repubblicana. Nell’ottobre del 2005 Renzi riceve a palazzo Medici Riccardi l’ambasciatore Usa in Italia Ronald Spogli. “Durante il colloquio, Spogli ha comunicato tra l’altro a Renzi che ha vinto il Visitor Program (progetto di scambi del governo degli Stati Uniti che ha un enorme impatto nel mondo e che riguarda i dirigenti che si sono distinti in giovane età). La visita di Renzi negli Usa si concretizzerà il prossimo anno… Al termine dell’incontro il presidente della Provincia ha invitato l’ambasciatore alla prossima edizione del “Genio fiorentino” che si svolgerà tra aprile e maggio del 2006” (AdnKronos, 25 ottobre 2005).
Nel novembre del 2005 l’Associazione Eunomia dei renziani Marco Carrai (responsabile relazioni esterne) e Dario Nardella (direttore) organizza a Palazzo vecchio il dibattito “La politica di Europa e Stati Uniti di fronte alla globalizzazione”. Alla presenza di Renzi e di 500 studenti italiani e americani, intervengono due pezzi da novanta dell’establishment Usa, due falchi vicini al Partito repubblicano, Michael Ledeen e Richard Perle (…)

ALL’INIZIO DEL 2007 RENZI annuncia che volerà negli Stati Uniti, e ci resterà dal 26 febbraio al 2 marzo, per presentare una singolare iniziativa della Provincia fiorentina: “Cinquecento camere gratis ad altrettanti turisti americani che verranno a Firenze, per celebrare i 500 anni del nome America… La speciale iniziativa, intitolata “500 anni-500 camere”, prevede che Firenze offrirà una camera di hotel gratuita ai primi 500 americani che ne faranno richiesta sul sito”. A fine febbraio il viaggio renziano in Usa comincia da Los Angeles in quanto “la Provincia di Firenze è gemellata con una contea della California”, e tocca quattro città in cinque giorni. Alla fine di giugno 2007 Renzi è di nuovo a Washington, stavolta al seguito del vicepresidente del Consiglio Rutelli, e nell’occasione invita a Firenze Hillary Clinton, candidata alle primarie dei Democratici per la corsa alla Casa Bianca: “Mi auguro di rivederla presto a Firenze, in veste di presidente degli Stati Uniti”.

Sul finire del 2008 la dedizione ai legami americani di Renzi, presidente della Provincia in scadenza e aspirante sindaco di Firenze, fa un salto di qualità: il viaggio in Usa, a novembre, del renziano Dario Nardella, al momento consigliere comunale: “Non è ancora assessore alla cultura, anche se è in predicato per diventarlo in un’eventuale giunta di Matteo Renzi, ma da mesi lavora nell’ombra come se lo fosse. Tanto da salire su un aereo, volare negli Usa e, per un mese, prendere contatti con decine di fondazioni culturali e istituzioni del mondo dell’arte… È Dario Nardella, il giovane presidente della Commissione cultura di Palazzo vecchio”. La stampa informa che Nardella negli States è stato “ospite del Dipartimento di stato americano nell’ambito di un programma internazionale di scambio”, e che è ritornato dalla missione speciale con sei progetti, uno dei quali, intitolato Cento canti a Washington, lo ha “inventato dal presidente della Provincia Renzi per la rassegna del ‘Genio fiorentino’”. Il progetto renziano “vedrà coinvolti cittadini americani nella lettura della Divina commedia con la collaborazione di prestigio dell’Istituto italiano di cultura a Washington”. Il premio fedeltà non tarda ad arrivare. Nel febbraio 2009 il Berluschino campeggia, in primo piano, sulla copertina del prestigioso settimanale Time, sotto il titolo, roboante e programmatico, “La sinistra italiana ha trovato il suo Obama?”.

È IL FATTO CHE RENZI in Usa ha rapporti privilegiati non con i settori progressisti del Partito democratico, ma con gli ambienti più reazionari della destra repubblicana. Infatti, benché possa risultare incredibile, l’imminente Rottamatore della vecchia partitocrazia italica, l’aspirante giovane leader della “nuova” sinistra italiana, a Washington ha come amico, interlocutore privilegiato e superconsigliere un vecchio personaggio a dir poco imbarazzante: Michael Ledeen. Un ritratto di Ledeen (con acclusa intervista) lo pubblicò un settimanale vicino a Comunione e liberazione nel marzo del 1992: “Professore di storia, giornalista, studioso di fascismo. Oppure: agente segreto, disinformatore, intrallazzatore”. Il traitd’union fra Renzi e Michael Ledeen è ancora e sempre Marco Carrai. Il quale, a proposito dell’imbarazzante personaggio, dichiara al quotidiano confindustriale: “A me piace andare a capire l’intelletto delle persone. Ledeen è una persona intellettualmente viva… come ce ne sono altre diecimila”.