Il canto del Grillo per i marò. Chiara Giannini, Libero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Luglio 2014 12:46 | Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2014 12:46
L'articolo di Chiara Giannini per Libero

L’articolo di Chiara Giannini per Libero

ROMA – “Se ai marò non ci pensa Renzi – scrive Chiara Giannini di Libero – ci pensa il Movimento 5 stelle, che dopo un primo momento di incertezza sul caso, soprattutto nei primi mesi di prigionia dei due fucilieri di Marina, sembra sempre più scatenato sulla vicenda”.

L’articolo completo:

Dopo aver inviato una loro rappresentanza in India, insieme alla delegazione parlamentare, tempo fa, ora i pentastellati non perdono tempo per tenere alta l’attenzione sulla questione.

Beppe Grillo, sul suo blog, ha postato ieri una canzone scritta da Andrea Tosatto, candidato grillino al Senato alle ultime elezioni per la circoscrizione estera Asia e Africa, visto che abita dal 2007 a Dubai, dove lavora come psicologo e si occupa di adozioni internazionali.

Il testo, una rivisitazione della storica «Si può dare di più», parla della vicenda con l’intento di spiegare, come dice Tosatto sulla sua pagina Facebook,che «l’Italia è un Paese senza orgoglio, senza dignità, senza spina dorsale», visto che in oltre due anni non è riuscita a portare a casa i due marò.

«Il marò non c’è più, è tornato a Mumbai, il marò resta là, e non son cazzi miei, come fare non so, non lo sai neanche tu, ma l’Italia da un po’ non conta più»: canta Tosatto.

Sul Blog di Grillo si vede anche il video della canzone satirica: nella clip l’autore appare vestito con la divisa bianca della Marina Militare.

E i commenti degli utenti, oltre duecento,non si risparmiano.

«In campo politico militare e internazionale» scrive qualcuno «contiamo come il due di picche».E ancora:«Ma cosa pretendevano di ottenere con uno pseudo-governo come l’attuale e un ministro della Difesa come Pinotti che, a Genova, dove è ben conosciuta, è arrivata terza (su tre) nella candidatura a sindaco del Pd e non è in grado di distinguere una fionda da un cacciavite?»,dice qualcun altro.

«Questa canzone e gli spunti che hanno generato altri miei testi», spiega l’autore del testo a Libero, «sono l’espressione della mia disapprovazione per una politica disumanizzata, esclusivamente basata su opportunismo e giochi di potere, dove le persone perdono di centralità e divengono spesso vittime sacrificali. Il caso dei marò è sintomatico dell’approssimazione della politica italiana e del comportamento ridicolo» dice ancora «tenuto dall’esecutivo in questa vicenda. Di certo, altri Stati non si sarebbero fatti scippare la giurisdizionalità del processo. Se la magistratura indiana avesse avuto delle prove certe e inconfutabili, le avrebbe sbandierate al mondo intero».

E rincara la dose: «Non c’è bisogno di essere schierati politicamente da nessuna parte per comprendere quanto paradossale sia la situazione di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre».

Un modo per ricordare che il governo italiano è fin troppo immobile e non si riesce a trovare una soluzione definitiva per i due.

I fucilieri, dopo 29 mesi, si sentono infatti sempre più abbandonati da un’Italia che non fa che parlare, senza trovare alcuna soluzione, e da un’Europa praticamente assente, nonostante le parole che il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha fatto pervenire, attraverso i suoi uffici, all’Unsi (Unione nazionale sottufficiali italiani), che gli aveva chiesto di intervenire.

«La Ue» scrive la sua segreteria «continua a fornire la sua piena solidarietà all’Italia, chiedendo alle autorità indiane di risolvere il caso più rapidamente possibile, in linea con il diritto internazionale e la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare». Peccato che, come dice Tosatto nella sua canzone, l’Italia, da un po’,«non conti più».