Il Fatto: “Compagno Capello, c’è una purga per te”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Luglio 2014 10:46 | Ultimo aggiornamento: 3 Luglio 2014 10:46
Compagno Capello, c’è una purga per te

Fabio Capello (LaPresse)

ROMA – L’imbarazzante eliminazione dal Mondiale brasiliano in Russia sta diventando un affare di Stato. Sul banco degli imputati è finito il commissario tecnico Fabio Capello, sbarcato a Mosca due anni fa dopo aver firmato un contratto multimilionario che ora gli rinfacciano in tanti.

Martedì 2 luglio l’annuncio: il ct è stato convocato alla Duma, la camera bassa del Parlamento russo, per spiegare l’onta dell’eliminazione al primo turno per mano di Belgio, Algeria e Corea del Sud. Ad annunciarlo è stato il presidente della Commissione sport Igor Anansikh, dopo due giorni in cui in Parlamento si sono susseguiti gli attacchi al tecnico di Pieris.

Scrive Alessio Schiesari sul Fatto:

Nelle pause tra l’abolizione dell’ora legale e l’approvazione della nuova legge contro le parolacce, i deputati si sono lanciati in discussioni calcistiche degne di un bar sport. Destra e sinistra, maggioranza e opposizione si sono ritrovate d’accordo nel chiedere la testa del tecnico. Il leader dei partito nazionalista, Vladimir Zhirinovsky, ha chiamato Capello “ladro”; il deputato socialista Igor Anansikh ha preteso la restituzione di almeno la metà dei 17 milioni di euro percepiti in questi due anni. Il problema però non è quanto ha guadagnato, ma quanto guadagnerà: il contratto capestro (per la Federazione) arriva fino al prossimo mondiale, quello che la Russia ospiterà nel 2018. Visto quanto costerà organizzarlo, tutti vogliono scongiurare un flop e, in questo momento, la fiducia nel tecnico di Pieris è ai minimi storici.

Anche dalle parti di Mosca, la gloria passa in fretta. Solo sei mesi fa Capello era considerato uno scienziato del pallone. Era arrivato al timone della nazionale (grazie ai buoni uffici di Silvio Berlusconi presso Vladimir Putin, si dice) dopo il deludente europeo del 2012, quando Arshavin e compagni erano stati fatti fuori al primo turno da Grecia e Repubblica Ceca. L’inizio è stato promettente: subito una comoda qualificazione mondiale davanti al Portogallo di Cristiano Ronaldo. Nella lunga pausa tra la fine delle qualificazioni e il calcio d’inizio del mondiale, si è concesso ad interviste in cui magnificava le virtù del Paese che lo stava ospitando (e arricchendo). “I russi stanno facendo in modo che le infrastrutture, quelle che servono alla gente, costino un meno. È in atto una grande lotta alla corruzione”, spiegava mentre il mondo osservava il salatissimo conto delle olimpiadi di Sochi. Ma, soprattutto, “la gente è felice di Putin, vogliono qualcuno che sappia decidere”, dissertava alla vigilia della crisi ucraina.

Non è detto che sia sufficiente per ottenere la conferma sulla panchina russa. Ma, dalla sua, ha una clausola contrattuale: licenziarlo costerebbe 25 milioni di dollari.