Il Fatto: “Prestiti sospetti, scalate illegali. I guai di Samorì”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Ottobre 2015 7:44 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2015 17:31
Il Fatto: "Prestiti sospetti, scalate illegali. I guai di Samorì"

Samorì

ROMA – Due processi in due giorni. Il 14 gennaio prossimo, il finanziere modenese Gianpiero Samorì – leader del movimento politico Mir (Moderati in rivoluzione) e aspirante premier – è atteso al Tribunale di Bologna per rispondere dell’accusa di aver commesso reati per tentare nel 2008 la scalata alla Banca popolare dell’Emilia Romagna.

Come riporta Giorgio Meletti sul Fatto Quotidiano,

Pochi giorni fa il giudice dell’udienza preliminare Giulia Proto ha occupato anche la casella del 13 gennaio 2016 sull’agenda di Samorì, fissando il processo ben più impegnativo per il crac della Tercas, la Cassa di risparmio di Teramo, fallita con un buco stimato da Bankitalia in circa 600 milioni. Il pm di Roma Francesca Loy ha ottenuto il rinvio a giudizio dell’ex direttore generale di Tercas Antonio Di Matteo per associazione a delinquere finalizzata a vari reati gravi, tra i quali appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta. In termini non strettamente giuridici,l’accusa è di aver costituito una banda per lo spolpamento della banca, della quale, se-condo l’imputazione, Samorì è ritenuto membro di rilievo.

Per i Pm Samorì ha usufruito di un trattamento particolarmente generoso. La Tercas ha prestato a una sua società 50 milioni per finanziare l’acquisto da un’altra sua società di azioni della Assicuratrice milanese, l’attività più significativa di Samorì. Un gioco delle tre carte così sfacciato che la Banca popolare di Bari, quando ha salvato la Tercas si è rifiutata di accollarsi uno solo dei cre-diti esistenti, proprio i 50 mi-lioni di Samorì. Per Samorì piove sul bagna-to. Se il giocattolo Tercas si è sfasciato irrimediabilmente quattro anni fa per l’intervento di Bankitalia e pm, nei mesi scorsi gli è venuto a mancare un altro e forse più importante pilastro della sua costruzione finanziaria, la popolare di Montebelluna Veneto Banca.Sono ancora i due pm romani Nello Rossi e Francesca Loy a indagare per “ostacolo alla vigilanza”sull’ex dominus dellabanca Vincenzo Consoli. Sa-morìha subito una perquisi-zione –senza essere indagato–essendo indicato come unodegli imprenditori beneficiaridi un trattamento di favore daparte di Consoli. Per esempiogli ispettori di Bankitalia han-no scoperto un finanziamentodi 23 milioni a Samorì –azio -nista della banca –per acqui-stare azioni di Mediobanca,cioè il biglietto di ammissioneal salotto buono della finanza italiana.

Nonostante letraversie giudi-ziarie, o magariproprio per que-ste, Samorì insi-ste sulle sue am-bizioni politiche.Nel 2013 il Mir partecipò alle elezioni politichein alleanza conForza Italia, pre-se una quantità divoti vicina allo zero, eppure riuscì a esprimere un sottosegretario nel governo Letta, Walter Ferrazza, candidato ovviamente trombato ma sindaco di un paese di 400 abitanti e soprattutto, a impreziosire il curriculum (…)